Contro gli stipendi degli onorevoli ora Grillo “arruola” anche il Papa

Beppe Grillo prova ad arruolare anche Papa Bergoglio nella sua propagandistica crociata contro i costi della politica. È stato l’ex-comico a tirare in ballo scherzosamente il Pontefice mentre lasciava l’hotel Forum per recarsi a Montecitorio a sostegno dei suoi parlamentari: «Questa – ha detto – non è una legge per tagliare, che è una brutta parola, una parola violenta, un atto di buona volontà di cui anche la Chiesa è contenta… Pensate il Papa come ne sarebbe contento».

Grillo: «Anche la Chiesa ne sarebbe contenta»

Chi, invece, contento non è nè lo diventerà nei prossimi giorni, è il Pd di Renzi sul quale sta ritormnando con la forza di un boomerang la polemica sui costi del Parlamento che il premier ha brandito come una clava nella speranza, finora vana secondo i sondaggi, di convincere la maggioranza degli italiani a confermare la sua pessima riforma costituzionale. Davvero non è stato un buon affare mettersi a fare concorrenza elettorale ai grillini sul terreno a loro più congeniale. Il M5s si gusta la rivincita e il blog di Grillo, in un post a firma di Luigi Di Maio, annuncia «un sit-in a Montecitorio di incoraggiamento al Pd prima della votazione in Aula».

Un deputato di Scelta Civica: «Le indennità ai deputati vanno raddoppiate»

Tra gli alleati di Renzi c’è fibrillazione e c’è anche chi, come Marco Marcolin, uno dei deputati superstiti di Scelta Civica, critica «chi prova a rincorrere Grillo sul suo terreno» e prova a contrastarne la «demagogia» annunciando la presentazione di una proposta di legge per «raddoppiare lo stipendio dei parlamentari». Un vero kamikaze che tenta di spiegare così il senso della sua iniziativa: «Bisogna smetterla di prendere in giro i cittadini sottovalutando il loro grado di preparazione e di informazione». Non c’è che dire: Renzi e la sua maggioranza sono veramente nei guai.