Clandestini, nel 2016 è record. L’Italia non può reggere questa invasione

«Da soli non ce la possiamo fare. Non bastano neppure le caserme. La macchina dell’accoglienza è al collasso. Gli sbarchi hanno superato ogni record, anche quello del 2014. I minori senza genitori sono già 20mila. Ogni prefetto dovrà fare di più». Al Viminale non nascondono l’allarme, si legge su “La Repubblica“.

I minori senza genitori sono già 20mila

Tutte le prefetture vengono messe sotto pressione. Obiettivo: trovare nuovi posti. Navi tedesche, irlandesi, italiane, spagnole, norvegesi, mercantili e velieri raggiungono i porti italiani cariche di migranti. Ben 1.093 sono sbarcati ieri a Palermo, a bordo della nave norvegese “Siem Pilot”: tra loro 17 salme, anche di tre bambini, forse vittime di pestaggi da parte dei miliziani libici e su cui la procura di Palermo ha aperto un’inchiesta. Proprio nel giorno in cui a Goro, in provincia di Ferrara, un gruppo di residenti ha fatto le barrica te contro la decisione del prefetto di requisire un ostello per ospitare una ventina di profughi. Non si ferma dunque l’onda grossa degli sbarchi: ben 4.270 i migranti arrivati ieri in Sicilia (più di 3.900) e Calabria.

Circa 12mila le persone recuperate negli ultimi 3 giorni

A preoccupare il Viminale non è solo il caos in Libia, ma anche le partenze dall’Egitto e la possibile chiusura turca ai profughi siriani. Il risultato? Numeri da record. Sono 153.450 i migranti già sbarcati m Italia nel 2016: il 10% in più rispetto all’anno scorso, ma anche 1.350 persone in più rispetto al 2014, anno che segnò 170mila arrivi. Numeri impressionanti, se si contano gli oltre 4mila soccorsi ancora non conteggiati. Esaurita la macchina dell’accoglienza: 167mila i migranti ospitati nei centri governativi e nelle strutture temporanee. Nel 2015 non avevano superato i 103mila. Il nuovo Piano nazionale d’acco glienza prevede ora la loro distribuzione m tutti i comuni italiani (2,5 migranti ogni mille abitanti). Una crisi, questa, in cui l’Italia rischia di restare isolata. Basta guardare al flop dei ricollocamenti.