Chinatown di Prato, ammassati come bestie: in 60 mq dormivano in 30

Sessanta metri quadri in cui erano stati allestiti ben trenta posti letto: il record è costato 1.200 euro di multa e il sequestro dei locali alla titolare di un affittacamere abusivo nel cuore della Chinatown di Prato. A scoprire il dormitorio è stata la polizia municipale pratese che ha messo i sigilli ad una casa di via Pistoiese, arteria principale del quartiere orientale. Ad utilizzare la casa per svolgere l’attività abusiva di affittacamere era una cittadina cinese di 45 anni che cedeva posti letto ai propri connazionali. Gli agenti hanno accertato che nella casa, composta da tre stanze e un bagno, erano stati ricavati 30 posti per dormire con il sistema dei letti a castello.

Nei mesi scorsi la Chinatown di Prato e assurta agli onori delle croniche nazionali per un altro fatto sconcertante. Secondo la Procura di Prato, che indagava su diversi episodi di pestaggi avvenuti proprio nella Chinatown pratese a dall’inizio dell’anno, è emerso che  vere e proprie squadre di vigilanza presidiavano il territorio per proteggere i propri connazionali da extracomunitari di provenienza africana, considerati dalla comunità cinese responsabili di rapine ai suoi danni. Gli atti intimidatori dei vigilantes du Chinatown, stando a quanto era stati riferito dalla polizia, sono comunque avvenuti anche ai danni di cittadini nordafricani “estranei a fatti delittuosi”. Dalle indagini, partite nel 2015, sono emersi numerosi indizi a carico di sette indagati, in stato di libertà, accusati dei reati di associazione a delinquere e atti violenti per motivi razziali.