Casa Bianca, Trump avverte: «Se il risultato non sarà chiaro, farò ricorso»

«Accetterò un risultato chiaro delle elezioni, ma mi riserverò anche il diritto di un ricorso legale in caso di risultato discutibile». A poche ore dal duello finale tra i candidati alla Casa Bianca – vinto secondo i giornali americani dem da Hillary ClintonDonald Trump non rinuncia a provocare e ad agitare lo spettro di elezioni truccate. Scatenando dure reazioni anche all’interno del partito repubblicano. In diretta tv, davanti a decine di milioni di americani, si era rifiutato di ribadire un concetto che tutti i candidati presidenziali della storia americana hanno sempre affermato con chiarezza: l’esito delle urne va sempre accettato, chiunque sia il vincitore, a meno di brogli elettorali, ovviamente. Ed è quello che Trump ha detto chiaramente. Ma Trump – e sono le sue parole – vuole mantenere la suspense: «Deciderò al momento cosa fare». Parole che fanno dire a Hillary Clinton che il Trump le solite affermazioni velenose e faziose: «È il candidato alla Casa Bianca più pericoloso della storia», uno che «denigra la democrazia americana e che ne mina i pilastri». Addirittura. Si vedrà la notte dell’8 novembre se, nel caso di una sconfitta di Trump, arriverà la tradizionale telefonata del candidato perdente, quella in cui si concede la vittoria all’avversario. Intanto il candidato repubblicano, molto ben messo nei sondaggi, continua a provocare e a giocare. «Accetterò un risultato chiaro delle elezioni, ma mi riserverò anche il diritto di un ricorso legale in caso di risultato discutibile», ha affermato ancora in Ohio durante un comizio, correggendo leggermente il tiro. Ma è proprio questo il terreno su cui si giocherà la sfida negli ultimi 19 giorni prima dell’Election Day. Da una parte Clinton aspira a un trionfo che spazzerebbe via ogni velleità di contestazione. Dall’altra Trump è determinato a dare battaglia fino all’ultimo. Se la mappa del voto plasmata dagli ultimi sondaggi americani, a cui pochi credono giacché quasi tutti i giornali sono schierati con la Clinton, dovesse rimanere inalterata fino alle elezioni, l’affermazione di Hillary sarebbe netta.

Casa Bianca, tutti i giornali schierati con la Clinton

 

Nella sua campagna c’è grande fiducia, soprattutto dopo la pretesa vittoria su tre dibattiti. Alla candidata democratica anche stavolta non è servito rischiare il colpo del ko nei confronti di un avversario in chiara difficoltà per gli scandali dell’ultimo mese. A Clinton è bastato controllare la situazione, anche se con un piglio più deciso e insolente del solito. Tanto da meritarsi l’epiteto di «donna odiosa» da parte di Trump, definito a sua volta dalla rivale «un burattino nelle mani di Putin». E il New York Times, spiegando l’approccio dell’ex first lady, sottolinea come nell’ultima sfida Hillary si sia di fatto trasformata nella Trump di turno, interrompendo in continuazione l’avversario, prendendolo in giro e schernendolo ripetutamente. Il gelo assoluto tra i due dà il quadro della serata. Nessuna stretta di mano, neanche tra i familiari. Mentre intanto spunta dal nulla una decima donna che accusa Trump di molestie sessuali. Nel dibattito però il candidato ha respinto con forza tutte le accuse, definendole «una fiction architettata da Hillary e da alcune donne solo in cerca di fama. Non ho dovuto nemmeno chiedere scusa a mia moglie Melania»…