La bufala spaziale di Obama per aiutare Hillary: «Un uomo su Marte nel 2030»

In molti sospettano che sia l’ennesima mossa elettorale di Barack Obama per favorire Hillary Clinton ma il presidente americano non lesina promesse, pur di prospettare un futuro luminoso per gli Stati Uniti targati Democrat. «Gli Stati Uniti saranno su Marte entro gli anni 2030», garantisce Obama in un intervento sulla Cnn. «Stiamo lavorando in partnership con delle aziende private – spiega il presidente americano – per inviare degli esseri umani su Marte, una missione con l’obiettivo di rendere le nostre vite migliori qui sulla Terra». Ma gli ostacoli, e le distanze, rendono difficilissimo immaginare che un essere umano possa mettere il piede sul Pianeta rosso. Quanto possa essere difficile andare via da Marte ce lo ha raccontato Il Sopravvissuto, The Martian, il film di fantascienza di Ridley Scott. Ma soprattutto ci ha insegnato che il problema non è l’andata ma il ritorno. A pieno carico di carburante una navicella sarebbe troppo pesante per poterla inviare direttamente dalla Terra e farlo arrivare su Marte in sicurezza. Il veicolo dovrebbe essere quindi pre-assemblato e inviato sul pianeta rosso qualche anno prima dell’arrivo degli astronauti. E lì dovrebbe autonomamente ricavare il proprio carburante estraendolo dall’atmosfera di Marte. Ma Obama va oltre e annuncia che si sta già lavorando per costruire “nuovi habitat” in previsione di missioni oltre i confini dell’orbita terrestre. «Habitat – spiega il presidente americano – che possano sostenere e trasportare astronauti in missioni di lunga durata nelle profondità dello spazio. Queste missioni ci insegneranno come gli esseri umani possono vivere lontano dalla Terra, cosa fondamentale in vista del lungo viaggio verso Marte».

Il 19 ottobre atterrà su Marte una sonda italiana

Intanto, però, in Italia si inizia il conto alla rovescia sull’atterraggio su Marte della sonda “Schiaparelli“. La sopravvivenza del modulo, da tre giorni separato dalla sonda orbitante dopo un viaggio curvilineo di mezzo miliardo di chilometri, è legata innanzitutto al paracadute, realizzato ad Aprilia, che dovrà dare il primo strappo rallentando la velocità di 21mila chilometri orari, e quindi ai retrorazzi che dovranno permettere un “ammartaggio” morbido preservando il tesoro di tecnologia installato sul lander argentato grande più o meno come un’utilitaria. La manovra inizierà alle 18.33 del 19 ottobre, ma solo alle 20 si potrà brindare al touchdown del primo oggetto italiano su Marte. Exomars è un progetto dall’Agenzia spaziale europea che coinvolge dieci dei suoi 22 paesi. Ma la quota più pesante (32%) è proprio dell’Italia con il coordinamento dell’Agenzia spaziale italiana, oltre alla Russia con Roscosmos.