Referendum, scoppia il caso dell’impar condicio. Nel mirino “Politics”

Renato Brunetta non molla, sul referendum. E stana anche i conduttori di ispirazione renziana che lavorano sottotraccia per il “Sì”. «Cartellino giallo per la Rai: l’Agcom, rispondendo al mio esposto, ha ufficialmente richiamato la tv pubblica, con particolare riferimento al programma “Politics”, ricondotto alla testata del Tg3, perché assicuri la parità di trattamento tra i soggetti favorevoli e contrari al quesito referendario: la Rai è quindi formalmente “diffidata” dall’Agcom e caldamente invitata, per così dire, a rispettare l’equa rappresentazione di tutte le opinioni politiche, le pari opportunità e il contraddittorio, così da garantire la completezza e l’imparzialità dell’informazione, su tutti i temi dell’attualità e dell’agenda politica, oltreché, ovviamente del referendum del prossimo 4 dicembre», annuncia il capogruppo di Forza Italia alla Camera. «Non è passato quindi sotto silenzio – continua Brunetta – il fatto che nelle prime 7 puntate di “Politics” non sia stato invitato alcun esponente di Forza Italia, mentre ampio spazio è stato dedicato al Movimento 5 Stelle e a personaggi vicini al movimento stesso. Il richiamo specifico rivolto alla Rai, in relazione a “Politics”, in onda su Raitre – ricorda ancora l’esponente di Forza Italia – fa il paio con il richiamo generale rivolto nei confronti di Rai, Mediaset, SKY e La7 che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha reso noto, nei giorni scorsi, in relazione ai dati di monitoraggio del periodo di campagna referendaria 28 settembre-16 ottobre. L’Autorità ha infatti ravvisato l’esigenza di limitare la presenza dei rappresentanti del Governo e del Presidente del Consiglio e di garantire un adeguato contraddittorio tra le diverse forze politiche. L’Agcom ha, inoltre, rivolto una raccomandazione generale a tutte le emittenti ad ampliare il tempo dedicato alla consultazione referendaria. Siamo nel vivo della campagna per il referendum del 4 dicembre e continueremo a mantenere alta la guardia».