Anziani maltrattati, l’imputata chiede scusa e invia 87 euro alle vittime

Gli avvocati, i parenti e gli stessi anziani maltrattati nella residenza sanitaria assistita di Narnali, a Prato, dove nel luglio dell’anno scorso la polizia era intervenuta per fermare le vessazioni di parte del personale nei confronti dei pazienti, si sono visti recapitare un assegno circolare da 87 euro ed una lettera di scuse. Ad inviarli, negli ultimi giorni, è stata Daniela Lascialfari, uno dei dieci operatori sociosanitari rinviati a giudizio insieme a tre infermieri, ha inviato l’assegno alle vittime accompagnandolo con un messaggio di scuse e una spiegazione sull’entità, piccola, della cifra.

 Anziani maltrattati, il pentimento dell’imputata

«Con la presente preciso che la modesta somma è frutto della vendita dell’unico bene della sottoscritta, l’autovettura, poiché sono disoccupata e non ho alcuna forma di sostentamento. Chiedo perdono a lei personalmente – scrive Lascialfari – e alla sua famiglia per quanto da me commesso pur sapendo che né le scuse né l’esigua somma possono risarcire il grave danno da me causato». La donna, difesa dagli avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo, aveva ricavato dalla vendita della macchina circa 1.400 euro. I suoi difensori, lei emerge come quella più compromessa dal punto di vita processuale (è indagata per sedici capi di imputazione tra cui maltrattamenti e furto), hanno spiegato a margine dell’udienza che questo gesto non voleva essere un risarcimento agli anziani, «ma di un gesto di pentimento simbolico». «Sarebbe stato più apprezzabile un pentimento espresso con una maggiore capacità di comunicare – ha commentato l’avvocato di alcuni anziani maltrattati, Alberto Rocca – piuttosto che agitare qualche soldo: meglio un pentimento senza assegno». Il pubblico ministero Egidio Celano, nell’ultima udienza, aveva chiesto che la donna fosse condannata a tre anni e dieci mesi di reclusione.