Aguzzina in manette: ha segregato e costretto a prostituirsi una 23enne moldava

Segregata. Sfruttata. Schiavizzata e maltrattata forse senza avere avuto neppure il tempo di rendersi conto di cosa le stava accadendo e per mano di chi. Tutto è accaduto così velocemente, ed è precipitato ulteriormente con la stessa celerità, che la giovane moldava, una ragazza di appena 23 anni – vittima degli eventi di cui stiamo per dare conto – non ha avuto neppure il modo di rendersene conto a fondo. E del resto, gliene servirà di tempo per metabolizzare quanto subito nel giro di quelli che devono essergli sembrati giorni interminabili…

Giovane moldava costretta a prostituirsi

Giorni di vessazioni e di coercizioni, di umiliazioni e di soprusi, che le sono stati imposti da una donna romena di 51 anni, arrestata dai carabinieri, a Pero (Milano), con l’accusa di riduzione in schiavitù, reato perpetrato appunto nei confronti della 23enne straniera, segregata in casa e costretta a prostituirsi. La vittima ha chiamato i militari sabato scorso e attraverso un interprete è stato possibile capire che si trovava rinchiusa in un appartamento di Pero dove era controllata dalla sua carceriera. Il cellulare era stata una concessione per consentirle di parlare con il suo bambino di 3 anni che è ancora nel Paese d’origine, ma invece la donna ne ha approfittato per chiedere aiuto. Ai carabinieri ha raccontato di aver trascorso due mesi nelle Marche (dallo scorso giugno) per lavorare come badante di un’anziana, ma che alla sua morte è stata costretta a tornare in patria. Prima di partire, però, un italiano le avrebbe dato il numero di telefono della 51enne romena, dicendole di contattarla per ottenere un lavoro sicuro e legale.

Un inferno di crudeltà e abiezione

Ed è proprio in quell’istante che sono cominciati i suoi guai… Dopo un breve periodo a casa, infatti, la ragazza avrebbe chiamato la 51enne romena e, una volta arrivata con un bus in piazzale Corvetto, a Milano, il presunto figlio della donna l’avrebbe portata in auto in provincia di Varese, ospite a casa della madre. Tre giorni sarebbe cominciato il suo calvario: costretta a fare delle foto erotiche da mettere su un sito di incontri, la ragazza è stata obbligata a prostituirsi in una località della Liguria. La sua aguzzina, infatti, le avrebbe detto che solo in quel modo avrebbe potuto ripagare i tre giorni di ospitalità. In tutto questo va detto che un ulteriore elemento a discapito della vittima di tanta crudeltà e abiezione è stato il non conoscere assolutamente neppure una parola di italiano: cosa di cui i suoi aguzzini hanno approfittato fin dal primo istante. Così, a una settimana dal suo ritorno in Italia, la giovane moldava è stata trasferita a Pero, nel famigerato Falcon residence, già noto per l’uso di appartamenti per la prostituzione. Circa sette giorni dopo, fortunatamente, è riuscita a chiamare i carabinieri e a far arrestare la romena, che anche nel suo Paese deve scontare 8 anni per il reato di sfruttamento della prostituzione. Denunciato per favoreggiamento anche l’italiano che ha affittato l’abitazione a Pero.