Verona, Tosi si muove sotto traccia per promuovere il partito della nazione

Nel 2017 si voterà a Verona, città dal 2007 guidata da Flavio Tosi, il leghista moderato artefice dello “strappo” con Matteo Salvini che lo ha ripagato mettendolo fuori dal Carroccio. Proprio a Verona Tosi può contare su un manipolo di fedelissimi (alle elezioni del 2012 la lista che portava il suo nome ha conquistato il 37,2% dei consensi) che si stanno attrezzando per restare al timone di una città cruciale del Nord-Est attraverso un nuovo soggetto civico. Da queste premesse nasce il “patto del Pandoro” di cui scrive il quotidiano online Lettera43: un patto che si sta per concretizzare con un incontro in programma tra Flavio Tosi e Alberto Giorgetti (ex An ora in Forza Italia) per dare vita a “un raggruppamento laico al cui interno convivono diverse sensibilità politiche: radicali, forzisti, leghisti, destra storica, liberali e membri della società civile. Anzi, una fonte ben informata rileva come la “Lista Tosi” (che, ovviamente, è pronta a cambiare nome) in abbinata con Forza Italia supererebbe abbondantemente il 30% dei consensi”. Al raggruppamento potrebbero dare una mano anche i renziani favorendo la nascita di una loro lista civica a sostegno del sindaco scelto da Tosi. E chi sarebbe il prescelto? Sempre secondo Lettera43 “la figura che sta prendendo corpo ha i contorni del 42enne Stefano Casali, avvocato penalista, ora consigliere regionale eletto nella “Lista Tosi per il Veneto” di cui è anche capogruppo. Giovane, moderato, ex forzista, vicino al senatore Gaetano Quagliariello“. Dunque un vero e proprio tentativo, se il progetto andasse in porto, di “partito della nazione”, sia pure a livello locale. E dinanzi al quale la Lega di Salvini non resterà certo con le mani in mano.