Una donna in fuga. La Raggi resta a Roma per il crollo e dà buca a Grillo

Per ora è solo un rinvio tecnico. La sindaca di Roma Virginia Raggi sposta di un giorno la partecipazione alla kermesse dei Cinquestelle che si svolge a Palermo, trattenuta – è la motivazione ufficiale –  per il crollo della palazzina a Ponte Milvio a Roma. Dovrebbe affacciarsi nel capoluogo  siciliano domenica, giorno di chiusura della manifestazione che dovrebbe inaugurare la “fase due” del movimento messo a dura prova dalla tempesta capitolina. Elmetto in testa, la Raggi è corsa sul luogo del crollo dello stabile di quattro piani, nel cuore della movida romana, assicurando che il Comune farà tutto il necessario «per assicurare l’assistenza alle famiglie evacuate». Andrà domani – assicurano dallo staff della Raggi. Il futuro è d’obbligo, la sindaca vive alla giornata.

Forfait della Raggi a Palermo

Crollo a parte, per la sindaca del no alle Olimpiadi non sarà una trasferta facile. Responsabile del calo del movimento, sceso nel gradimento dei romani e non solo, messa alla berlina dalla satira, diventata sinonimo di macchietta agli ordini del capo, la Raggi dovrebbe volare a Palermo con una risposta in tasca sulla giunta fantasma, sugli scivoloni degli indagati, sullo stop and go Alla candidatura olimpica. E soprattutto mettere fine alle gaffe per riconquistare credibilità agli occhi dei militanti.  Impresa ciclopica. Intanto Beppe Grillo si prepara a salire sul palco insieme a Davide Casaleggio e al direttorio al gran completo. Si comincia alle ore 18,  si legge sul blog del comico che diffonde una prima scaletta della manifestazione, con i vip citati rigorosamente in ordine alfabetico. Presenti, tra gli altri la sindaca di Torino Chiara Appendino, che a differenza di Virginia si è messa subito al lavoro. «So che il sindaco di Roma ce la sta mettendo tutta, è determinata e ce la farà – dice ai giornalisti bissando le affermazioni rilasciate il giorno dell’incontro in Campidoglio – credo che ognuno di noi stia affrontando la sfida da sindaco con il massimo impegno, io sono forse oggi la persona che ha la maggiore visibilità ma se fossi stata sola, senza il Movimento, non ce l’avrei fatta…». La nostra sfida è il governo, azzarda la prima cittadina di Torino. Ma il cerchio magico sa bene che con la Raggi a Roma la strada è tutta in salita.

Renzi: non si dice no, si fermano i ladri

Matteo Renzi sceglie proprio il giorno della ripartenza grillina per un affondo ad alzo zero contro la sindaca della Capitale. «Il fatto di dire che non si fanno le Olimpiadi per timore della corruzione è un’incredibile ammissione di incapacità da parte della dirigenza di quella città». Da Prato il premier non fa sconti: «E se tu hai davanti otto anni,  se hai un minimo di credibilità e autorevolezza, tu i ladri li cacci. Non si fermano le grandi opere, si fermano i ladri. Se invece dici no e hai paura hai sbagliato mestiere». Grillo da Palermo si gioca le sue carte: «Siamo davanti alla prima fase di un grande esperimento, ci sarà una seconda fase la inaugureremo stasera», dice trafelato davanti ai cronisti che lo aspettano davanti all’hotel Posta di Palermo. «Questo non è giornalismo ma feticismo». Il gioco è sempre lo stesso, il vaffa alle caste, politici, giudici, stampa, senza le quali il movimento sarebbe morto prima ancora di nascere.