Umberto Bossi: «Voglio molto bene a Berlusconi, ha passato mesi durissimi»

«Gli voglio bene, “non ha chiuso la sua stagione. Ha lasciato il segno nella politica, ma ancora serve il suo tratto per cambiarla». Lo dice Umberto Bossi in un colloquio col Corriere della Sera parlando di Silvio Berlusconi che compie 80 anni. «Ha passato mesi durissimi, quell’operazione comporta dolori insopportabili. E quando soffri così, o ce la fai a girare la manopola o non lo superi. A me successe di afferrarla. Lui ha già cominciato a girarla. Tra poco potrà tornare nelle piazze, a parlare al suo popolo: gli basterà per far risalire FI, anche la Lega ne ha bisogno».

Umberto Bossi racconta il suo rapporto con Berlusconi

«Io sono stato aggredito dalla magistratura», ha aggiunto Umberto Bossi, «e per il bene della Lega ho fatto un passo indietro. Lui deve resistere. Il rinnovamento serve ma noi vecchi ci credevamo, avevamo ideali. Questi nuovi pensano solo alla carriera». I lunedì di Arcore «andavamo avanti per ore io, lui e Tremonti a parlare solo di politica, davanti alla solita minestrina, che quella si mangiava lì», ricorda ancora Umberto Bossi. «Il suo difetto è ascoltare troppa gente, fidarsi di chi lo monta contro questo o quello. Si convinse che Tremonti volesse scalzarlo, sbagliò. Quando si separa dalla moglie, resta senza la famiglia, gli amici, un uomo può sbandare. Avrei dovuto dirglielo con più chiarezza». Ma «si è rialzato, eccome: pensavano di punirlo mandandolo a curare i vecchietti malati, e invece “sto bene lì, faccio pure gli scherzi quando li imbocco, sapessi le risate”…», mi raccontava». Per tornare in campo, conclude Umberto Bossi, «può farcela, anche il cuore è un muscolo, si allena».