Ucciso durante una rapina in villa: inasprite le pene per gli albanesi

La Corte d’Appello di Brescia ha inasprito le pene nei confronti dei componenti albanesi della banda che nel luglio 2014 entrò in un’abitazione a Pontoglio, nel Bresciano, e colpì con una bottigliata in testa il proprietario di casa, Pietro Raccagni, che mori undici giorni dopo in ospedale. Vitor Lleshi è stato condannato a 15 anni e 6 mesi rispetto ai 12 di primo grado, 16 anni, 6 mesi e 20 giorni per Ergren Cullahj (13 in primo grado), 15 anni e 6 mesi per Pjeter Lleshi (13 anni in primo grado) e 14 anni e 4 mesi per Erion Luli (erano 10 anni e 10 mesi in primo grado). Pene più pesanti quindi, ma inferiori alle richieste del sostituto procuratore generale. Presenti in aula l’assessore regionale Viviana Beccalossi e Federica Pagani, vedova di Pietro Raccagni.che sta portando avanti l’attività del marito: «Mi impegno perché spero un giorno di poter vedere anche in Italia la certezza della pena, che troppo spesso manca».

Le fasi della rapina e la violenza contro Pietro Raccagni

Pietro Raccagni era stato colpito alla testa con una bottiglia di spumante la notte dell’8 luglio 2014 nella sua villetta. Il macellaio era stramazzato a terra picchiando la nuca sul cemento e morendo dopo undici giorni di coma. Tutti avevano cercato di darsi alla macchia, due erano stati presi a Jesolo a luglio. Lleshi, latitante, era stato arrestato a Antegnate, Bergamo, il 9 settembre. 23enne, era stato bloccato dai carabinieri di Brescia in casa: ha tentato inutilmente di fuggire sul balcone. Secondo la testimonianza fornita dal cugino Pjeter Lleshi, 21 anni, arrestato il 21 luglio a Jesolo, sarebbe stato lui a colpire Raccagni alla testa. Secondo la ricostruzione dei militari si stava procurando un nuovo passaporto per fuggire in Albania. Erion Luli, quarto componente della banda è stato arrestato in Croazia a ottobre 2015.