Trump senza peli sulla lingua: “Putin è meglio di Obama”

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«Putin è meglio di Obama. È un leader forte e se verrò eletto avrò relazioni molto buone con lui, nella speranza di poter combattere insieme l’Isis». Donald Trump è tornato ad attaccare il presidente americano per la sua «debolezza» in materia di sicurezza nazionale: con Obama e Hillary Clinton i generali hanno fallito, sono stati «ridotti a macerie», ha detto il candidato repubblicano, si legge su Il Sole 24 Ore.

Trump: «Con Putin sconfiggerò l’Isis»

 Il duello a distanza è proseguito con la reazione di Obama dall’Asia: «Trump dimostra di essere inadatto allapresidenza ogni volta che parla. Penso non sia qualificato per svolgere il ruolo di presidente degli Stati Uniti. Questo è un lavoro serio e bisogna realmente conoscere di cosa si sta parlando», ha affermato il presidente in carica. Hillary Clinton ha invece risposto a Trump rivolgendosi ai leader e alla base dei repubblicani: «In modo inconsueto, ancora una volta, Trump ha fatto l’elogio di Vladimir Putin come uomo forte della Russia. Superando sorprendentemente anche la soglia di preferire il presidente russo al nostro presidente. Questo non è soltanto antipatriottico e offensivo per gli abitanti del nostro Paese e il nostro comandante in capo, è anche terrificante», ha affermato la candidata democratica alla Casa Bianca. «Cosa direbbe Ronald Reagan suun candidato repubblicano che attacca i generali americani e riempie di apprezzamenti il presidente russo?», ha aggiunto Hillary Clinton.

Per Trump «Putin è meglio di Obama»

 Con l’ennesima dichiarazione, in effetti, Trump rischia di perdere i consensi dell’elettorato repubblicano legatissimo ai valori della patria e della libertà e della democrazia visti in contrapposizione alla Russia. Il mese scorso, lo stesso Trump, aveva invitato Mosca a scovare le email (cancellate) dal server privato di Hillary Clinton quando era segretario di Stato. Lo speaker della camera Paul Ryan, il repubblicano eletto più alto in grado, ha preso le distanze, precisando di non condividere il giudizio su Putin, «che sta agendo come un avversario». Fredda anche lareazione del Cremlino: il portavoce, Dmitrij Peskov, ha replicato che Mosca farà affidamento su ciò che dirà il presidente che verrà eletto e non sulle dichiarazioni dei candidati.