Trump: «Castro dia la libertà religiosa ai cubani, altrimenti niente disgelo»

Il candidato repubblicano Donald Trump ha promesso che, se verrà eletto, cancellerà le azioni distensive di Barack Obama verso Cuba a meno che il governo di Castro non consenta la libertà di religione e non liberi i prigionieri politici.

È la nuova mossa del candidato repubblicano, tesa a fare chiarezza perché non si possono chiudere gli occhi di fronte ai diritti umani. Poi Trump, in un affollatissimo comizio a Miami, fa un altro affondo e chiede polemicamente che gli agenti del Secret service della sua rivale democratica Hillary Clinton siano privati delle loro armi: «Togliamo loro le armi, lei non vuole armi. Togliamole e vediamo cosa le succede», ha detto. Anche in passato aveva lanciato provocazioni analoghe, suggerendo che la Clinton vuole cancellare il secondo emendamento della costituzione, quello che garantisce il diritto all’autodifesa.

Arriva anche la puntualizzazione del presidente russo Vladimir Putin, che ha ribadito di non tifare né per la Clinton né per Trump: «Noi – ha detto – sosterremo chiunque, in ogni paese, voglia costruire con noi solide relazioni di partnership e buon vicinato». Putin ha poi aggiunto che Obama è stato attivamente coinvolto nel sostegno a un candidato mentre lui «non è così attivo», riferendosi alla campagna elettorale per le elezioni russe di domenica. «Per quanto riguarda i riferimenti alla Russia e al suo presidente nella corsa presidenziale degli Stati Uniti, mi piacerebbe sperare che derivino dalla crescente influenza e l’importanza della Russia. Invece credo che il motivo principale sia il tentativo di manipolare l’opinione pubblica all’interno del paese: stiamo assistendo al tentativo di creare un’immagine da “impero del male” per spaventare la gente comune».