Trump: no alle cure mediche per il terrorista afghano. È una debolezza

La lotta all’Isis continua a essere l’argomento privilegiato della campagna per le presidenziali Usa. A  50 giorni dal voto le bombe infiammano lo scontro tra Donald Trump e Hillary Clinton. I due sfidanti confermano letture contrapposte sull’attacco terroristico a New York che ha innalzato lo stato di allerta nella Grande Mela e nel vicino New Jersey.

Si infiamma lo scontro tra Clinton e Trump

Dopo l’arresto del 28enne di origini afghane, Ahmad Khan Rahami,  Barack Obama sceglie la strada dell’ottimismo e della fermezza («Non cederemo alla paura. L’America non si arrenderà») definendo «straordinario» l’arresto a sole 48 ore dall’esplosione a Manhattan e occhieggiando alla candidata democratica. La Clinton, tornata pimpante dopo le polemiche sul suo stato di salute, attacca frontalmente Trump accusandolo di essere il fiancheggiatore dell’Isis perché la sua retorica non fa che aiutare i gruppi terroristici. Esibendo agli elettori la sua esperienza ricordando ricorda che è «l’unica» tra i due che e’ stata nella stanza dei bottoni a combattere la battaglia contro il terrorismo quando gli Usa decidevano di eliminare Osama bin Laden.

Trump: no alle cure mediche per il terrorista

Per il candidato repubblicano, invece, gli attentati dimostrano le fallimentari politiche del presidente Obama e della Clinton: «Io renderò l’America nuovamente sicura», ha twittato invitando alle maniere dure contro l’Isis. Trump va giù duro mentre i liberal guidati dalla Clinton continuano a sposare la linea dell’accoglienza. Il candidato repubblicano ha detto di non accettare che il 28enne afgano naturalizzato americano, accusato di aver piazzato le bombe a New York e New Jersey, possa ricevere cure mediche e assistenza legale negli Stati Uniti dopo il suo arresto. «Questa é una situazione triste», ha detto Trump secondo quanto riporta la Bbc online sottolineando che le cure medice al terrorista arrestato evidenziano la debolezza del Paese sul fronte della sicurezza nazionale. «Bisogna cambiare – insiste Trump – bisogna controllare meglio e controllare tutti, bisogna fermare il flusso dei migranti». Questa volta l’attacco è  senza vittime e ha ancora i connotati sfuggenti di una storia tutta da definire, è la linea soft della Casa Bianca: manca il movente, manca una rivendicazione.