Torna il terrore in Turchia, esplode un’autobomba: 48 feriti, di cui 2 gravi

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Il fragore. Il boato. La deflagrazione. E la polvere di detriti e il fumo che annebbiano l’aria. È cominciata così la mattinata di Van,  nell’est della Turchia a maggioranza curda, vicino al confine con l’Iran: con l’ennesimo attentato. A dare notizia dell’accaduto, in una ininterrotta sequenza di aggiornamenti e smentite, è la Cnn Turk, che da subito ha parlato di «diversi feriti». Sul posto sono tempestivamente giunti numerosi mezzi di polizia e ambulanze ma, come drammaticamente noto in questi casi, il bollettino delle persone colpite più o meno gravemente dal”esplosione, è detinato a salire.

Esplode un’autobomba nell’est della Turchia: 48 feriti, 2 gravi

Secondo l’agenzia Dogan, l’esplosione è avvenuta vicino all’ufficio del governatore locale e alla sede provinciale del partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan. E infatti Burhan Kayaturk, deputato della formazione politica colpita che si trova sul posto, sta fornendo informazioni sulla situazione praticamente in tempo reale, sostenendo e ribadendo a più riprese quella che è una sua ferma convinzione: l’attacco era rivolto alla sede locale dell’Akp. Al momento, però, l’attacco non è stato rivendicato, e le autorità turche da parte loro non hanno attribuito alcuna responsabilità precisa. Secondo i media locali, tuttavia, i sospetti puntano verso il Pkk curdo, più volte autore di attacchi simili contro le forze di sicurezza nel sud-est del Paese.

La sede del partito Akp di Erdogan nel mirino?

E allora, se nei primi istanti subito dopo il boato si era parlato di una forte esplosione senza precisarne la natura, adesso vengono aggiornate da fonti investigative della polizia locale e media locali le cifre che rimarcano l’entità dell’attacco che, stando ai report, avrebbe provocato almeno 48 feriti, 2 dei quali verserebbero in gravi condizioni. Non solo: sembra che tra i feriti, almeno 2 siano agenti. L’unica cosa certa, dunque, al momento, è che è stata un’autobomba a causare la forte esplosione, mentre si attesta come sempre più probabile l’ipotesi del deputato Burhan Kayaturk che fosse la sede locale del partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan il reale obiettivo nel mirino degli attenatori. Tra l’altro va detto che proprio 24 ore fa (domenica 11 settembre ndr), il commissariamento governativo di 28 municipalità per presunti legami terroristici aveva scatenato dure proteste e scontri proprio nel sud-est della Turchia. E tra i distretti di cui sono stati rimossi gli amministratori eletti del Dbp, branca locale del partito filo-curdo Hdp, 4 si trovano nella provincia di Van.