Terrorismo, arrestati sette anarchici Fai accusati dell’esplosione di tre ordigni

FacebookPrintCondividi

Vasta operazione antiterrorismo contro gli anarchici. La polizia di Torino ha arrestato sette anarchici della Federazione anarchica informale (Fai) e altri otto sono stati indagati. I poliziotti, con l’ausilio di unità cinofile antiesplosivo, hanno sottoposto a perquisizione oltre trenta anarchici e ventinove abitazioni dislocate in Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria. Poi sono scattati gli arresti dei sette anarchici.

Agli anarchici è attribuita l’esplosione di tre ordigni

Agli anarchici è contestato il reato di associazione con finalità di terrorismo e attribuita l’esplosione di tre ordigni: uno al quartiere Crocetta di Torino del 5 marzo 2007 e due alla Caserma allievi Carabinieri di Fossano del 2 giugno 2006. Gli ordigni in entrambi i casi erano programmati per esplodere a breve distanza l’uno dall’altro, per arrecare danno all’incolumità delle forze dell’ordine intervenute sul posto.

L’operazione contro gli anarchici è denominata “ScriptaManent”

L’operazione della Digos, denominata “ScriptaManent”, trae origine dal procedimento penale instaurato presso la procura di Torino a seguito del ferimento di Roberto Adinolfi, ad dell’Ansaldo Nucleare, per mano di appartenenti al cosiddetto “Nucleo Olga”, espressione del cartello eversivo Fai. L’indagine, attraverso l’analisi di un’enorme quantità di documentazione ideologica, ha permesso di ricostruire la struttura associativa e l’evoluzione internazionale della Fai e di arrestare i sette anarchici.