Strage Viareggio, l’ira dei parenti su Del Rio che difende l’ex Ad di Ferrovie

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L’ira dei familiari delle vittime della strage di Viareggio si scarica contro Graziano Del Rio che ha giudicato «troppi» i 16 anni di condanna chiesti dai magistrati per l’ex-Amministratore  delegato di Ferrovie, Mauro Moretti. «Con quale fine e con quale motivazione lei ha espresso tali esternazioni? – si indignano i familiari delle vittime della strage di Viareggio – Vogliamo pensare che l’ignoranza vinca sulla malafede, ma in entrambi i casi lei rappresenta lo Stato Italiano e ci fa vergognare di avere un ministro di così basso profilo, ci fa vergognare di essere rappresentati da persone così poco sensibili e meschine».
«Speriamo – scrive, al ministro delle Infrastrutture, Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il Mondo che Vorrei” – di non risentirla più sproloquiare, su un procedimento come quello che si sta dibattendo a Lucca proprio sulle inefficienze della sicurezza delle Ferrovie dello Stato, ma soprattutto sulla serietà del lavoro svolto dalla Procura di Lucca e sulla serietà del collegio giudicante».
Nella lettera, i parenti delle vittime della strage di Viareggio ricordano che nei vari incontri con le massime cariche dello Stato, primo fra tutti con il Presidente della Repubblica, è sempre stato sottolineato «con forza che le cariche dello Stato sono impossibilitate ad esprimersi durante un procedimento penale in corso».
E proprio nel rispetto delle Istituzioni, «noi familiari, in aula da oltre 105 udienze, siamo sempre stati presenti ad ascoltare con la massima dignità e il massimo rispetto, abbiamo trattenuto un dolore immenso, non ci siamo mai permessi di strillare, ne abbiamo dato giudizio sull’operato del collegio, nemmeno nella fase dell’incidente probatorio, quando uno dei due periti del gip risultò essere sul libro paga di una delle parti imputate (Rfi), come risulta dagli atti e nell’occasione nessuno mosse una foglia».
«Apprendiamo con sorpresa – concludono irritati i familiari delle vittime della strage della strage di Viareggio - che da ieri 21 settembre, i ministri della Repubblica possono interferire nel procedimento in corso, dando una propria opinione e mettendo chiaramente pressione ad un collegio che, tutto avrebbe bisogno, salvo che le sue parole di persona ignorante i fatti».
Qualche ora dopo arriva la replica, imbarazzata, del ministro: «il gravissimo incidente di Viareggio è un dramma che il Paese non ha dimenticato come la memoria delle vittime e la sofferenza dei loro familiari e dell’intera città. Non manca da parte mia il pieno rispetto dell’azione degli inquirenti e della magistratura come la certezza che sarà accertata la piena verità con il conseguente giudizio dei responsabili dei fatti che sono all’origine della tragedia».