Stefano Parisi: «Al referendum voto No, le riforme sono una presa in giro»

«Dobbiamo costruire una nuova speranza per il nostro Paese e dobbiamo misurarci con l’Italia dei prossimi trent’anni e non con l’Italia di domani». Lo afferma Stefano Parisi, nel discorso conclusivo alla sua convention. «Non possiamo andare a Ventotene a cercare il nostro futuro. Quell’Europa di Spinelli forse non c’è mai stata, ma sicuramente non ci sarà più. Diciamo no a un’Europa stagnate che non pensa al nostro futuro».

 L’attacco di Stefano Parisi a Renzi e al suo governo

Durissimo l’attacco a Renzi e al suo governo: «La classe politica ci ha costretto a una contingenza politica, a tattiche, al giorno dopo giorno, a furbizie. Abbiamo ora un maestro delle furbizie tattiche e questo ci costringe ad una vita soffocata. È morta la speranza e il futuro», dice Stefano Parisi. «Gli 80 euro per la ripresa sono un inganno ma anche chi dice “onestà” e non ha fatto politiche in passato per la crescita fa un inganno». Altro affondo: «Manovre di risanamento come quelle fatte da Monti hanno ucciso la nostra economia, ridotto gli investimenti e hanno aumentato la spesa corrente portandoci in queste condizioni. In Spagna pur senza governo si riesce a credere. Noi non abbiano bisogno di pedagoghi e tecnocrati, ma di politici che prendono in mano la situazione».

 Referendum, il No netto alle riforme

Nessun equivoco sulle riforme: «Al referendum voto no. Penso che l’Italia possa fare una riforma migliore di questa perché anche lì c’è una grande presa in giro. Magari se Renzi ci dice quando si va a votare non sarebbe male, basta prendere in giro gli italiani. Non è vero che dopo ci sarà il caos, c’è sempre la nostra Costituzione e poi ci sarà una forza di centrodestra che potrà sostituire Renzi al governo se siamo uniti siamo già pronti». Per Stefano Parisi il nostro Paese deve “risorgere”: «Ventotene, Maranello, Atene e Bratislava: quattro incontri e quattro linee diverse. La debolezza dell’Italia è pazzesca. A Maranello cosa si sono detti con la Merkel? Gli hanno fatto vedere solo quanto sono belle le Ferrai o hanno parlato di Ue e immigrazione».

«Tutto il centrodestra dev’essere alternativo alla sinistra»

Le prossime mosse. «Siamo profondamente alternativi alla sinistra», specifica Stefano Parisi, «tutto il centrodestra deve essere alternativa credibile e vera. La nostra funzione è di rigenerare in modo unitario non vogliamo essere una setta, vogliamo mandare un messaggio agli altri partiti del centrodestra; solo uniti si vince ma se siamo in grado di rappresentare tutte le nostre diversità. Vogliamo costruire le fondamenta del liberalismo popolare, è vero che quel famoso credo delle libertà del ’94 era un grande manifesto liberale in cui gli italiani hanno creduto. Quella spinta nel tempo si è un po’ persa c’è stato uno sbandamento negli ultimi anni del centrodestra. Quelle politiche vanno riprese e aggiornate».