Spagna, crollano i socialisti. Popolari e nazionalisti in testa. Rajoy in crescita

Vittoria schiacciante del Partito popolare e dei nazionalisti in Spagna alle elezioni regionali di domenica scorsa. È la Galizia a regalare i risultati migliori e a fotografare un forte calo dei socialisti alle prese con una crisi profonda.

Spagna, buone notizie per Rajoy

I risultati definitivi delle regionali in Spagna (100%) confermano che il Pp ha vinto con la maggioranza assoluta dei seggi in Galizia con 41 deputati su 75 davanti a Podemos (14), Psoe (14) e ai nazionalisti del Bng (6). Sconfitto il partito socialista che si vede sorpassato da Podemos con il 19% contro il 18%. Il successo del presidente galiziano uscente, il popolare Alberto Nunez Feijoo, è controcorrente rispetto a quanto è successo da dicembre scorso nella politica spagnola, dove con l’irruzione di Podemos e Ciudadanos sembrava finita l’era del bipartitismo Pp-Psoe e delle maggioranze assolute. Nel Paese Basco vincono i nazionalisti del Pnv con 29 seggi davanti agli indipendentisti di Bildu (17) mentre Podemos con 11 deputati centra anche qui il sorpasso del Psoe, a quota 9, come il Partito popolare. In Spagna, da 10 mesi senza governo, le elezioni regionali segnano un punto a favore del presidente uscente Mariano Rajoy di fronte al Psoe quasi dimezzato.

I socialisti in forte calo

Ora il segretario del Psoe, Pedro Sanchez, rischia la rivolta interna al partito dopo aver incassato le due peggiori sconfitte storiche del partito alle politiche spagnole di dicembre e giugno. L’esito delle urne in Spagna, dunque, apre  nuove possibilità di risolvere la lunghissima crisi politica e di dare finalmente un governo alla Spagna dopo quasi un anno e due tornate elettorali nazionali. La crisi politica è dovuta soprattutto al rifiuto granitico di Sanchez di dare via libera in nome della governabilità del paese a un esecutivo minoritario di Rajoy.