Sondaggio: il No vola al 54%, il trio Renzi-Alfano-Verdini vive nell’incubo

Per Renzi il referendum sulle riforme si sta trasformando in un incubo. Il fronte del No è nettamente in vantaggio e arriva a toccare il 54%, il Sì sprofonda al 46%. Questi i dati dell’ultimo sondaggio effettuato da Winpoll (nei giorni tra il 24 e il 26 agosto) per l’Huffington Post.

Sondaggio dopo sondaggio si rafforza il No

I risultati sono stati poi pubblicati dal presidente dei deputati di FI, Renato Brunetta, sui suoi social. «Il dato – sottolinea il parlamentare – è ormai strutturale». Sondaggio dopo sondaggio, infatti, si rafforza la bocciatura del pacchetto del governo Renzi, la tendenza è chiara. «Analizzando la serie storica dell’ultimo mese per quanto riguarda Winpoll – sottolinea Brunetta – possiamo vedere come il No sia in crescita costante e inarrestabile. Il 27 luglio – sempre secondo il sondaggio – avevamo il No al 52,5% e il Sì al 47,5%; il 9 agosto la forbice si ampliava ulteriormente con il fronte del No al 53% e quello del Sì fermo al 47%; risultato, quest’ultimo, che veniva confermato nelle medesime proporzioni anche dalla rilevazione effettuale il 13 agosto. Fino agli ultimissimi dati del sondaggio che, ribadiamo, segnalano il No al 54% e il Sì al 46%». Brunetta ritiene che Renzi abbia «davvero poche ragioni per stare sereno». Il fronte del No – è forte e compatto, e potenzialmente può arrivare a raggiungere il 65% dei consensi, e oltre. «Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Sinistra Italiana, Movimento 5 stelle, sinistra Pd (sempre più battagliera, come stiamo vedendo dalle feste dell’Unità in queste settimane) hanno un bacino elettorale di quasi il 70% degli aventi diritto», spiega Brunetta. «Renzi, invece, è solo, con Alfano e Verdini, e con pochi suoi fedelissimi del giglio magico che non vedono alcun futuro senza il fiorentino al potere. Gli italiani hanno capito il bluff renziano. In autunno, al referendum costituzionale, diranno un bel No per mandare a casa questo premier mai eletto e ripristinare la democrazia nel nostro Paese».