Siria, l’Onu ha paura di mandare gli aiuti e insulta il presidente Assad

Dopo l’accordo Usa-Russia per una tregua in Siria, rifiutato solo dai terroristi anti-Assad, l’Onu si dice pronta a fornire assistenza umanitaria alla popolazione siriana, ma «tutte le parti al conflitto e i Paesi membri influenti dovranno garantire il rispetto della cessazione delle ostilità per consentire senza ritardi un accesso degli aiuti senza ostacoli, incondizionato e sostenuto». Lo ha detto a Ginevra il portavoce dell’Ufficio dell’Onu per gli affari umanitari, Jens Laerke. «Aspettiamo che la cessazione delle ostilità fornisca le garanzie e la pace di cui abbiamo bisogno per far giungere i convogli e questo per garantire la sicurezza di chi porta gli aiuti e di chi li riceve, per adesso non è il caso, ma siamo coscienti dell’urgenza», ha detto Laerke. L’Onu – ha aggiunto – ha «bisogno di un contesto in cui non siamo in pericolo mortale». Le Nazioni Unite dovrebbero però sapere che in quella zona c’è la guerra, altrimenti il suo aiuto non sarebbe necessario. La posizione delle Nazioni Unite è da sempre ostile al legittimo presidente siriano Bashar al Assad e favorevole ai gruppi armati, finanziati dall’estero, che hanno innescato la sanguinosa guerra civile. Ma quello che è stato detto dal capo della Commissione dell’Onu per i diritti umani, Zeid Hussein, giordano hashemita, è senza precedenti: «Questo – ha affermato Hussein in un discorso a Ginevra di cui la tv panaraba Al Jazira ha trasmesso un estratto – è uno Stato guidato da un medico (Bashar al Assad, ndr), eppure si ritiene che abbia usato i gas contro il suo popolo, ha attaccato ospedali e bombardato indiscriminatamente quartieri civili e mantiene decine di migliaia di detenuti in condizioni disumane». Si tratta di falsità e di propaganda anti-Assad: è noto che i terroristi islamici legati all’Isis e a petroldittature arabe e anche a Paesi occidentali sono gli autori degli attentati dinamitardi suicidi che sono stati compiuti in Siria negli ultimi anni. Ricorda un po’ le fantomatiche armi di distruzione di massa di cui avrebbe fatto uso Saddam Hussein: di loro non fu mai trovata alcuna traccia. D’altra parte non è la prima volta che le Nazioni Unite parteggiano per una delle parti in causa spudoratamente: accadde in Congo, nei Balcani, in Iraq, e ora sta accadendo in Siria, dove però il legittimo governo non è stato rovesciato dai fondamentalisti islamici come qualcuno sperava.

Siria, tregua violata dai terroristi anti-Assad

Intanto nel corso della notte si sono registrati sei morti e 10 feriti ad Aleppo a causa di una violazione alla tregua da parte “dell’opposizione moderata”, ossia i terroristi islamici anti-governo. Così il centro per la riconciliazione in Siria citato dalla Tass. Mentre le truppe governative siriane «hanno applicato il cessate il fuoco, lo stesso non si può dire purtroppo per le aree controllate dagli Usa», dichiara il generale Viktor Poznikhir. I moderati hanno violato la tregua «23 volte colpendo postazioni militari e aree residenziali». La parte russa ha notato che l’opposizione cosiddetta moderata sta riorganizzando le sue forze per il lancio di un’offensiva nelle provincie siriana di Hama e Aleppo. Così Poznikhir, primo vice capo del dipartimento operazioni dello Stato Maggiore russo. «Abbiamo registrato il raggruppamento delle forze della cosiddetta opposizione moderata, con l’obiettivo di lanciare un’offensiva nelle province di Hama e Aleppo», ha detto Poznikhir citato dalla Tass. Il rifiuto da parte di 21 gruppi di opposizione siriana di rispettare il regime del cessate il fuoco è una sfida stridente agli sforzi di Russia e Usa. Mosca chiede agli Stati Uniti di occuparsi dei gruppi che si sono rifiutati di sostenere la tregua. E il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha proposto di sottoporre l’accordo Russia-Usa sulla Siria all’approvazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu nonché la sua pubblicazione. «Mosca non ha nulla da nascondere», ha dichiarato.