La Serbia non vuole il gay pride: Belgrado blindata, si temono scontri

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Il centro di Belgrado è blindato sin dalle prime ore di stamane per il Gay Pride in programma oggi, un evento che nella capitale serba, e non solo, è costantemente fonte di tensioni e timori per possibili azioni ostili e violente da parte di gruppi conservatori e religiosi. Le strade sono presidiate da ingenti forze di polizia in assetto antisommossa, e il traffico ha subito deviazioni e interruzioni. Il corteo del Gay Pride è in programma alle 12 dal grande rondo di Slavija fino a Piazza della Repubblica, nel cuore di Belgrado. Finora nella capitale serba si sono tenute tre edizioni del Gay Pride – nel 2010, 2014 e 2015. Negli altri anni è stato vietato dalle autorità per pericoli alla sicurezza dei cittadini a causa di minacce di formazioni ostili al movimento omosessuale. Nel 2010 la manifestazione degenerò in violenti scontri fra ultranazionalisti e polizia con un bilancio di centinaia fra feriti e arresti.

Belgrado, risposta pacifica delle famiglie

E la Serbia tradizionalista e conservatrice risponde pacificamente all’ostentazione dell’omosessualità nella capitale: alla vigilia del Gay Pride, a Belgrado il movimento di ultradestra conservatrice Dveri ha organizzato per sabato una sinvolica “passeggiata delle famiglie” per sottolineare l’importanza dei valori tradizionali della famiglia e della cura e educazione dei figli. I partecipanti hanno percorso pacificamente e festosamente le vie del centro cittadino, molti con i propri bambini in carrozzine e passeggini. “E’ necessario che lo Stato appoggi e aiuti le famiglie invece di promuovere programmi a favore degli omosessuali”, ha detto uno degli organizzatori. La manifestazione si è svolta pacificamente e senza alcun tipo di incidenti.