A scuola classi per immigrati e classi per danesi: pugno duro a Copenaghen

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Solo qualche mese la Danimarca ha scandalizzato il mondo politically correct con una proposta del governo mirata ad approvare la confisca dei beni oltre i 1350 euro ai richiedenti asilo arrivati in massa a Copenaghen. In quel caso si scomodò addirittura l’Onu per bacchettare l’irriverente iniziativa, iniziativa che l’esecutivo danese fu costretto a spiegare, giustificando le misure previste con la precisa intensione politica di mettere i rifugiati nella stessa, identica condizione sociale dei sudditi della monarchia parlamentare nord europea i quali, per accedere al sussidio di disoccupazione previsto dal welfare locale, devono vendere tutti i beni di valore superiore alle 10.000 corone.

Danimarca, una scuola divide le classi per immigrati e non

Ebbene, una nuova ondata di polemiche sta investendo la Danimarca nelle ultime ore, da quando la decisione di una scuola superiore di limitare in numero la presenza di minoranze etniche nelle classi, per impedire che gli studenti danesi se ne vadano, sta suscitando forti critiche e inasprendo i toni della discussione sempre più accesa nella monarchia parlamentare. Nello specifico, dunque, la scuola Langkaer, appena fuori da Aarhus – scrive il sito danese in lingua inglese The Local – ha suddiviso gli allievi del primo anno in sette classi, tre delle quali hanno un limite del 50% di presenza di etnie minoritarie, mentre le altre quattro sono composte solo da studenti figli di migranti.

Il preside, una scelta pensata per non perdere alunni danesi

Il preside, Yago Bundgaard, ha negato che la scelta possa essere dettata da una volontà di discriminazione o segregazione, affermando che il suo scopo è invece quello di favorire l’integrazione, evitando che gli studenti di etnia danese lascino la scuola a causa degli stranieri. «Perché una reale integrazione ci sia, in classe ci deve essere un numero sufficiente», ha aggiunto. Una spiegazione che ribalta comopletamente il piano della discussione e che non è servita però a sedare gli animi e convincere i detrattori dell’iniziativa. Sono state davvero molte, infatti, le critiche piovute sull’istituto, fra cui quella del commentatore politico ed ex parlamentare di origini turche Ozlem Cekic, che ha annunciato che contro la scuola di Aarhus ricorrerà presso il Comitato danese per le Pari Opportunità. La diatriba, insomma, è entrata nel vivo: e le più recenti recriminazioni dimostrano che è ancora ben lontana dall’essere risolta…