La scuola inizia male, il 7 ottobre tutti in piazza contro la “Buona scuola”

La scuola inizia male, anzi malissimo, con l’annuncio di una manifestazione il prossimo 7 ottobre e le solite precarietà e incertezze spacciate da Renzi per Buona scuola. Il ministro Giannini – che fa su Fb fa gli auguri a prof e a studenti-  si nasconde dietro le parole, affermando che ogni anno gli inizi scolastici sono un po’ probelamtici ma poi tutto passa, tutto si risolve. Con che coraggio. Dopo avere spacciato la famigerata Buona scuola come la migliore di tutte le riforme ora dovremmo giustificare classi senza insegnanti e insegnanti senza una cattedra?  Anche a Catania, a conclusione della Festa dell’Unità, tra i manifestanti contro Renzi c’erano anche diverse sigle del mondo della scuola. La mobilitazione annunciata per il prossimo 7 ottobre, è in aperta polemica sull’abbandono scolastico, sull’ l’incertezza e la precarietà a cui vanno incontro i giovani, oltre ai soliti nodi irrisolti. La Rete degli Studenti medi ha  dimostrato davanti al Miur. “Non possiamo continuare a vivere nell’incertezza” – afferma in una nota il coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi Giammarco Manfreda – “vogliamo trovare riscontro ai dubbi delle tante studentesse e dei tanti studenti che da questa settimana ritorneranno tra i banchi di scuola, ma che hanno perso da tempo la capacità di credere che proprio da lì si inizia a costruire il proprio futuro”.

Rampelli: «La beffa del governo, non ci sono le cattedre»

Renzi e il governo prendono in giro il mondo la scuola, sia detto molto semplicemente. «Ci troviamo davanti all’ennesima beffa, anzi truffa di Stato. Sono 64mila 701 le cattedre messe a concorso da Renzi, ma non ci saranno 64mila 701 nuovi assunti, né oggi né domani», ha infatti spiegato a più riprese il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera, Fabio Rampelli, che ha annunciato un’interpellanza al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. «Quando ci incontrammo col ministro, a febbraio scorso – spiega Rampelli – chiedemmo la mappatura delle cattedre da coprire e il censimento di tutti gli insegnanti abilitati, perché avevamo timore di una grande campagna propagandistica sulla ‘buona scuola’ fondata su numeri inesistenti. Avevamo ragione. Nonostante le garanzie ricevute dal suo staff, nessuna comunicazione è arrivata. Il concorso ora è in dirittura di arrivo. In alcune regioni ci sono già i vincitori, primi in graduatoria, ma non vengono immessi in ruolo perché non ci sono cattedre. Il ministro si è sbagliato».

Disagi in ogni città per l’inizio della scuola

In tantissime città la partenza scolastica è stata una Caporetto annunciata. Sono dovuti intervenire i carabinieri per placare la rabbia degli insegnanti precari di Brescia che hanno protestato all’interno e all’esterno dell’Ufficio scolastico territoriale, bloccandone di fatto la normale attività. Si tratta dei docenti esclusi dall’immissione in ruolo che hanno manifestato nel giorno in cui erano in programma le convocazioni dei docenti assunti. Gli insegnanti in protesta hanno chiesto, invano, di incontrare il dirigente Mario Maviglia. Tanti piccoli focolai di rivolta sono n atto in molte città e per Renzi e il suo governo si preannuncia un’annata scolastica difficilissima. Le nomine di ruolo degli insegnanti inseriti con riserva nelle GAE sono in alto mare. Il governo si è dimostrato irresponsabile trattando la scuola come un affare privato senza rispettare la legge e le norme che regolano il mondo della scuola. La tanto decantata riforma è disastrosa e a rimetterci saranno ancora una volta gli insegnanti che stanno rispettando le regole a discapito di chi alza la voce. «Renzi non rispetta né i lavoratori della scuola né garantisce il diritto allo studio per questo presento un’interrogazione parlamentare anche alla luce di quanto sta accadendo in queste ore in Lombardia», scandisce Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega al Senato. »È fondamentale che la nomina di ruolo sia garantita solo ai docenti con una sentenza definitiva passata. Sono del tutto inaccettabili le istruzioni “verbali” adottate da alcuni che lasciano margine a discrezionalità pericolose e a interpretazioni della normativa che non danno alcuna garanzia del rispetto del diritto legittimo alla nomina degli aspiranti docenti di ruolo regolarmente inseriti in graduatoria. Mancano pochissimi giorni all’inizio della scuola, il governo intervenga subito – conclude Centinaio – affinché nelle operazioni di nomina venga seguito solo e unicamente quanto stabilito dall’ordinanza del Consiglio di Stato».

Abruzzo, i prof dell’Abruzzo ricorrono contro viale Trastevere

Un ricorso collettivo contro il ministero dell’Istruzione, da intraprendere al Tar Lazio, in favore di tutti i docenti residenti in Abruzzo che non sono stati ammessi alle prove orali. A lanciarlo il Codacons. «L’iniziativa – spiega il Codacons in una nota – ha lo scopo di ottenere l’annullamento, previa sospensiva dell’efficacia delle graduatorie di merito e dei giudizi negativi di mancata ammissione alla prova orale e, comunque, l’ammissione con riserva dei ricorrenti alle successive fasi concorsuali, anche alla luce dell’orientamento già espresso dal Tar del Lazio in tema». Un ricorso, spiega l’associazione per la difesa dei consumatori «diretto a contestare l’articolazione delle prove concorsuali, i criteri stabiliti per la loro elaborazione e valutazione, nonché le modalità di svolgimento delle prove stesse». Tutti i docenti dell’Abruzzo bocciati alle prove scritte possono ottenere informazioni e partecipare all’azione collettiva attraverso il sito del Codacons, riferisce l’ associazione. In merito al concorso, il Codacons rileva poi «l’estrema lentezza delle commissioni, che dal 28 aprile ad oggi avrebbero corretto circa 70 mila prove, e il preoccupante esito di tali correzioni».