Salvini sui frontalieri: «Non si perderà un posto di lavoro, siamo qualificati»

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini replica a chi gongola pensando che il referendum svizzero «Prima noi» danneggi la Lega o – peggio – vanifichi le a coerenza delle loro proposte. «Secondo me non si perderà un posto di lavoro perché i nostri frontalieri sono migranti qualificati, cioè non vanno là a due euro e mezzo l’ora ad arrabattarsi, sono infermieri, medici, gente dell’edilizia», ha detto infatti Matteo Salvini commentando l’esito del referendum ticinese. «È bello il senso di questo referendum – ha proseguito interpellato a margine del consiglio comunale dove siede come consigliere – che gli svizzeri dicano, “se ho un solo posto di lavoro o una casa, prima viene un cittadino svizzero”. Mi sembra un ragionamento di buon senso, lo fanno gli austriaci, gli inglesi, Renzi no – ha concluso – se Renzi andasse a Lugano quindici giorni magari gli servirebbe». Salvini ha poi chiarito: «I frontalieri italiani che lavorano in Svizzera non sono ciabattanti che svendono il loro lavoro per due euro, ma sono fior di professionisti, quindi non vedo grandi rischi» per loro dall’esito del referendum in Ticino. Secondo Salvini, «equiparare l’invasione che subiamo in Italia all’immigrazione italiana in Svizzera è folle. Occorre invece chiedersi perché la Svizzera vota così e perché gli italiani vanno fuori». «Vanno fuori – è la risposta di Salvini – perché l’Italia è un Paese inospitale e incivile».

Salvini: in Italia arriva immigrazione di basso livello

Il segretario della Lega ha aggiunto: «Non mi stupisco che in un momento di crisi come questo, gli svizzeri dicano prima gli svizzeri così come gli austriaci dicano prima gli austriaci. Mi stupisce che in Italia abbiamo governi che non fanno gli interessi degli italiani. Noi invece diciamo “prima gli scafisti”. Sfido chiunque a dire, a parità di qualifiche, se un posto di lavoro lo dai a un cittadino svizzero o a un altro cittadino di qualche altro Paese del mondo. Se in Italia facessero un referendum se dare case popolari prima agli italiani o prima agli svizzeri cosa risponderebbero?». Per Salvini c’è un problema nella democrazia italiana: «È bello – prosegue – che i cittadini parlino, invece in Italia i cittadini non possono esprimersi. I frontalieri italiani non avranno problemi perché quella italiana è un’immigrazione altamente qualificata, non è l’immigrazione di basso livello che subiamo noi. Noi allontaniamo i nostri migliori e li costringiamo ad andare a lavorare all’estero». Quello che è certo comunque è che il referendum nel Canton Ticino è un un nuovo colpo alla pietra angolare dell’Unione europea, la libertà di circolazione dei lavoratori già intaccata dalla Brexit. Ed è nuova ondata di gelo tra Bruxelles e la Svizzera. Col portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, che osserva come il risultato di ieri «non renderà in alcun modo più facili i negoziati» tra Berna e Bruxelles, aperti dopo il referendum nazionale del febbraio 2014 che ha imposto al governo federale elvetico di introdurre “tetti” ai lavoratori stranieri. E con l’Italia che balena un veto sulla già difficile intesa Ue-Svizzera. Un nuovo incontro tra Jean Claude Juncker e il presidente svizzero Johann Schneider-Amman è in programma per fine ottobre.