Rivolta nel PSOE contro il Renzi di Spagna: la Diaz al posto di Sanchez?

La guerra è finalmente aperta, il duello finale fissato per domani alle 9 del mattino. Da una parte Pedro il bello, dall’altra Susana l’ambigua. La crisi politica che da oltre nove mesi stringe in una morsa di paura e veleni la Spagna — ancora in cerca di una maggioranza di governo dopo due elezioni — ha prodotto la sua prima vittima illustre: non il Partito popolare del premier uscente Mariano Rajoy, già due volte bocciato al voto di fiducia, ma il vertice del Partito socialista, suo tradizionale avversario, si legge su “il Corriere della Sera“.

Spagna, socialisti nel caos: si fa avanti Susana Díaz

Il caos si è impadronito del Psoe, in preda a una faida interna che rischia di farlo implodere come mai era successo nei suoi 127 anni di storia. Diciassette dei 33 membri della Commissione esecutiva si sono dimessi in aperta contestazione al segretario Pedro Sánchez, considerato responsabile dei pessimi risultati elettorali — sei disfatte consecutive dalla sua nomina nel 2014 — e criticato per l’ostinazione con cui si oppone a un esecutivo di minoranza di Rajoy, vincitore delle elezioni di giugno ma senza i numeri per governare. L’abbandono di massa non ha però convinto il 44enne Sánchez a farsi da parte. Anzi, ha accelerato i tempi della resa dei conti con chi, dietro le quinte, da tempo critica la sua leadership: la presidente della Giunta d’Andalusia Susana Díaz.

Tutti contro tutti nel PSOE

I fedelissimi hanno spiegato che l’intenzione di Sánchez è di dare la parola alla base del partito: nuove primarie per decidere chi sarà il futuro segretario, il 23 ottobre (ossia prima della scadenza, il 31, del termine ultimo per formare un governo), e quindi un Congresso straordinario a metà novembre che ratifichi la scelta dei militanti. Assediato dai notabili del partito, accusato dalla stampa di essere un «insensato senza scrupoli» (El País), Sánchez ha così deciso di andare allo scontro finale con la Díaz. Dietro la rivolta dei notabili di partito — come gli ex premier Felipe González, che ha accusato il giovane segretario di averlo «ingannato», e José Luis Rodríguez Zapatero — si muoveva infatti lei, la potentissima Susana.