Rifiuti: per i pm la Muraro favoriva Cerroni, il “ras delle discariche”

Paola Muraro, assessore all’Ambiente della giunta Raggi ed ex consulente Ama, avrebbe favorito Manlio Cerroni, il ras delle discariche romane che da trent’anni gestisce il trattamento dei rifiuti a Roma. Come riporta Il Messaggero è una delle ipotesi su cui sta indagando la procura in uno dei filoni di inchiesta legato allo smaltimento dei rifiuti. Nei confronti della Muraro i pm contesterebbero i reati di abuso d’ufficio e irregolarità nelle norme sull’ambiente. Dagli atti emergerebbe che nel periodo in cui la Muraro è stata consulente, gli impianti della municipalizzata avrebbero funzionato con capacità ridotte, mentre gli scarti erano dirottati  nelle strutture di Cerroni.

Paola Muraro indagata, ecco le accuse della procura

Per i pm che seguono l’inchiesta sarebbe stata proprio la Muraro a dirottare negli impianti di Cerroni, che ha un budget di 150 milioni di euro l’anno, i rifiuti da trasformare in Tmb (trattamento meccanico biologico), certificando che gli impianti Ama di Rocca Cencia e salaria, fossero già colmi. Secondo l’inchiesta quindi i due impianti Ama avrebbero lavorato solo al 45 per cento accogliendo una quantità inferiore alle loro capacità. Il secondo aspetto su cui è puntata l’attenzione degli investigatori è quello del contratto che nel 2012 ha impegnato Ama a conferire, per dieci anni, i rifiuti solidi urbani negli stabilimenti di Malagrotta di Cerroni, un atto esaminato dal cda dell’Ama e mai approvato. In quest’indagine risulta indagato per traffico illecito di rifiuti anche anche Cerroni. Infine, c’è anche un terzo aspetto, la Muraro aveva anche il compito di controllare il rispetto delle normative internazionali in manteria di smaltimento, dalle perizie però  sarebbe emerso che le frazioni di rifiuto trasformate alla fine del processo di trattamento erano difformi rispetto a quanto prescritto e certificato dalla consulente.

La reazione della Muraro: c’è un sistema marcio da cambiare

Oggi la Muraro sarà sentita dalla Commissione parlamentare sulle Ecomafie.  Intervistata da Repubblica l’assessore ha spiegato che parlerà in commissione «perché c’è un sistema marcio da cambiare. L’altra settimana abbiamo iniziato a lavorare alla ristrutturazione dell’azienda. Ma non sono riuscita a ufficializzarla perché subito è arrivato l’attacco. Solidoro è andato via e il direttore generale Stefano Bina va aiutato, va difeso. Viene da un’altra realtà, diversa da quella romana». Il problema è all’interno dell’azienda, ha detto la Muraro sull’Ama,  «l’ordine di servizio che avrebbe dovuto rimettere tutto in ordine è saltato perché lo ha deciso la vecchia politica. Cercano di fermarmi, di farmi desistere. Ma vado avanti. Fosse la sola cosa che farò, Ama deve cambiare per il bene dei romani». Alla domanda se possa cambiare con un assessore sotto indagine, Muraro ha sottolineato: «Siamo allineati, con tutta la giunta. In primis Virginia Raggi. Poi basta ascoltare Luigi Di Maio. Lo ha già detto: ora iniziano i problemi e vengono dai poteri forti. Comunque, lo ripeto, non ho ricevuto nulla dalla procura».