Riconosciuto il “diritto al panino”. Basta con i diktat delle mense

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Il tribunale di Torino ha respinto il reclamo del Miur contro la decisione di un giudice che, di fatto, aveva riconosciuto alle famiglie il diritto di mandare i bambini a scuola portandosi il pasto da casa. La Corte d’appello aveva sentenziato a giugno l’obbligo di poter consumare il panino solo per i figli di 58 genitori che avevano presentato ricorso: adesso invece passa il principio che il diritto vale per tutti e quindi le scuole dovranno organizzarsi. Lo studio legale che ha seguito i ricorrenti spiega: con la decisione in merito alla richiesta delle famiglie che chiedevano di mandare i figli a scuola con il pasto preparato a casa, “il tribunale ha riconosciuto un diritto che non vale solo per chi ha intrapreso l’azione legale. Comune e Ministero dovranno adeguarsi. Diversamente gli toccherà fronteggiare tanti altri ricorsi fotocopia”.

Una decisione, quella del tribunale, che non convince l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta: “Prendo atto che il tribunale di Torino ha respinto il reclamo del Miur, ma non esiste un ‘diritto costituzionale al panino’, prima viene l’equità e la salute“. “Siamo – aggiunge Saitta – dalla parte di chi utilizza il sistema della mensa pubblica, rispettando i diritti di una minoranza ma dicendo chiaramente che abbiamo il diritto e il dovere di difendere la maggioranza che utilizza il sistema della mensa pubblica”.

La battaglia legale per il “panino libero” risale a due anni fa quando i genitori avevano presentato il ricorso iniziale per poter mandare a scuola il figlio con un pasto preparato a casa anziché avvalersi del servizio comunale. Il Miur si è sempre opposto a questo diritto al panino con la scusa che era impossibile sorvegliare i ragazzi che non mangiano in mensa. Ma i genitori, esasperati dall’aumento dei costi e contrari alla mensa massificata, hanno deciso di far valere le proprie ragioni in tribunale. Secondo Coldiretti, alla luce della sentenza del tribunale di Torino, il diritto al panino farebbe felice un italiano su 5 (20%) che ha una valutazione negativa dei pasti serviti nelle mense scolastiche.