Renzi: «Pronti a cambiare l’Italicum. Anche se la Consulta dice sì»

“Noi siamo pronti a cambiare l’Italicum se ci sono i numeri in Parlamento. Sia che la Corte Costituzionale dica sì, sia che dica no”. Così il premier Renzi intervenendo a Porta a porta ha risposto a una domanda su cosa accadrà se il 4 ottobre la Consulta boccerà una parte della legge elettorale». Renzi parla anche di date referendarie.  “A naso la data del referendum sarà tra il 15 novembre e il 5 dicembre”. E poi strapazza la sua maggioranza Parlamento, quella stessa che gli ha reiterato la fiducia approvando la riforma costituzionale.  “Il testo originale del governo era scritto molto meglio”. La orma, ha sottolineato è quella approvata dal Parlamento “dopo sei letture tra Camera e Senato e 121 modifiche. È il gioco della democrazia”.  Renzi coglie inoltre  l’occasione per un stoccata di risposta a D’Alema, che si sta fortemente impegnando per il No . “Alle Regioni una riforma costituzionale del 2001, primo firmatario D’Alema, ha dato dei poteri, su turismo, rifiuti. Questi poteri li hanno trasformati in organismi molto forti”. “Io dico meno poteri alle Regioni e meno stipendi, più potere ai cittadini”.

Annunciate due misure sulle pensioni

Per il resto siamo alle solite, alla solita politica degli annunci renziani. Ma gli italiani hanno imparato bene, sulla loro pelle, quanto costi la propaganda di Renzi. Nella legge di bilancio – dice il premier- ci saranno “due misure sulle pensioni: per dare chi ha più la mano sulla pensione minima” con “una sorta di quattordicesima” e trovare il modo di agevolare chi vuole andare in pensione prima, con uno scivolo o anticipo pensionistico, rinunciando a pochino”. “Tutti quelli che sono arrivati a tre anni prima della pensione o attraverso anticipo pensionistico che costi un’inezia o con accordi privati potranno andare in pensione anticipata.

Brunetta: «Renzi, basta promesse»

Pronta la risposta del centrodestra. “Inutile che Matteo Renzi continui a fare promesse; o l’Italia cambia subito politica o rischia di andare incontro ad una delle più gravi crisi della sua storia. Il Paese non può più andare avanti nell’incertezza sociale ed economica ed essere ostaggio di continue vane promesse a cui non crede più nessuno. Io credo, anzi sono sicuro, che l’Italia e gli italiani meritino di più!”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.