Renzi e Alfano non possono più mentire: i veri profughi sono pochissimi

Profughi. Migranti. Veri profughi di guerra. Falsi profughi richiedenti asilo a cui non avrebbero diritto. Veri immigrati in cerca di fortuna: un flusso ininteorrotto di arrivi che mescola diritti dei singoli e inadempienze governative. E allora, accolti da Croce Rossa e mediatori culturali, al porto di Palermo sono arrivati 842 migranti, provenienti per lo più dal Corno d’Africa. Sulla spiaggia di Capo Malfatano, nel comune di Domus de Maria, nel sud ovest della Sardegna, sono arrivati in massa dall’Algeria e 22 di loro – seguiti dai carabinieri della Compagnia di Carbonia e dagli agenti del Commissariato – sono stati bloccati mentre comminavano lungo la strada. Poi, come il rito dell’accoglienza impone, dopo le operazioni di identificazione e le visite mediche, sono stati trasferiti nei vari centri di accoglienza (tutti ormai al collasso da anni). E per concludere – ma solo per il momento – al molo Marconi del porto di Messina sono sbarcati in 355 dalla nave umanitaria Dignity dell’associazione Medici Senza Frontiere: tutti salpati da diverse zone dell‘Africa Sub Sahariana, e tutti salvati nel canale di Sicilia. Ad accoglierli in banchina, poi, anche per loro, a disposizione personale dell’Asp, della Croce Rossa e all’associazione Misericordia. E come già per centinaia di migliaia di altri immigranti, veri profughi o migranti economicim, accolti e ospitati negli ultimi anni di interminabili sbarchi, anche loro usufruiranno delle strutture allestite in città e nel resto del Paese.

Immigrazione, tanti migranti, pochissimi profughi

Ma il piccolo riassunto di cui sopra – parziale e nient’affatto esaustivo dell’argomento – è solo una parte infinitesimale di quanto accade giorno dopo giorno sulle nostre coste da anni. Ai nostri valichi di confine. Per le strade delle nostre città. Negli hotel trasformati in centri d’accoglienza. Nelle palestre allestite in luoghi di primo ricovero. Quando non si parla di tendopoli e presidi occasionali. Ma quanti, tra gli stranieri approdati e accolti a ciclo continuo, sono davvero profughi aventi il diritto di richiedere asilo? Quanti sono realmente in fuga da guerre e persecuzioni? A giudicare dai report e dalle cifre divulgate da associazioni e organi istituzionali assai pochi. Pochissimi. A detta del governatore del Veneto Luca Zaia, per esempio, «su tre immigrati, due non sono profughi». Frutto di una politica sbagliata. Di un abbandono europeo del problema migratorio lasciato completamente sulle nostre spalle. Di una gestione da parte del governo a dir poco fallimentare.

La firma trilaterale sul problema immigrazione

«Non possiamo certo diventare il tour operator dell’Africa – ha tuonato allora Luca Zaia nel corso di un incontro per la firma trilaterale tra le regioni Liguria, Lombardia, Veneto in materia di immigrazione. «Vuol dire che il messaggio che si sta dando è “venite in Italia che non c’è nessun problema”, cosa che in altri Paesi del Mediterraneo non avviene», ha quindio polemicamente aggiunto il governatore del Veneto. Spiegando poi come nella regione da lui amministrata ci siano 517.000 migranti, l’11% della popolazione, che si confermano quotidianamente essere persone «integrate». «Non vogliamo invece avere nulla a che fare – ha poi chiosato Zaia – con chi viene da noi senza voler lavorare e soprattutto senza rispettare le regole».

Veneto, Liguria, Lombardia vs Renzi e Alfano

Un problema, quello della gestione del flusso migratorio, che a detta del governatore Maroni – presente all’iniziativa trilaterale – che potrebbe avere molte soluzione , ma che «il governo non adotta» e sulle quali i presidenti di Lombardia, Liguria e Veneto intendono collaborare. E del resto dello stesso parere si è detto lo stesso presidente della Regione Ligura, Giovanni Toti, che sul tema migranti, delicato quanto patito, Renzi e Alfano – ha ribadito a sua volta – «non hanno risolto in via definitiva, ma nemmeno in via provvisoria». Per questo, dal vertice trilaterale, ha spiegato Toti, emergeranno proposte al governo e alla Conferenza delle Regioni che sono «di buonsenso»: e sono quelle attuate dai precedenti governi di centrodestra. L’augurio, ha sottolineato Toti, è che il documento programmatico – che ha definito un decalogo in otto punti – «venga preso con serietà», la stessa con la quale viene presentato. Infine, il commento del leader del Carroccio, Matteo Salvini che, ricordando come dai primi di settembre sono sbarcati in Italia più di diecimila migranti accolti come profughi, ha aggiunto: «Solo ieri (domenica 11 settembre ndr), ne abbiamo recuperati 1100, ormai li andiamo a prendere a casa loro, ormai le navi della Marina Militare arrivano a 10 km dalle coste della Libia. Facciamo prima ad andare a citofonare e dire “scusi, vuole venire in Italia?” C’è posto in albergo, le offriamo colazione, pranzo, cena e wi-fi». A buon intenditor…