Referendum, Zagrebelsky: «Se vince il Sì, non insegno più»

Il professore Gustavo Zagrebelsky è pronto a lasciare la cattedra di Diritto costituzionale all’Università di Torino, qualora , al referendum, passasse la riforma costituzionale. «Ho detto ai miei studenti – ha affermato Zagrebelsky alla festa del Fatto con il ministro Orlando – che se passerà il sì e quindi la riforma, dovrò smettere di insegnare Diritto costituzionale, perché, ammetto, non ho capito quasi nulla delle parti essenziali di questa riforma e di come possa funzionare secondo i nostri ministri”. “La nostra nuova Costituzione – ha aggiunto Zagrebelsky – è stata scritta secondo la tecnica dell’incomprensione; diventerà come una delle tante leggi illeggibili, che i nostri parlamentari hanno votato a caso, senza capirne il significato». Zagrebelsky, giù presidente della Corte costituzionale, è stato uno dei primi costituzionalisti a schierarsi contro la riforma  voluta da Renzi.

Alla Festa del Fatto erapresente anche il ministro della giustizia Orlando, che così ha riposto alle varie provocazioni di Zagrebelsky. «Non sono un patito dell’Italicum, credo che la legge elettorale debba essere cambiata, perché altrimenti nessuna forza politica avrà mai la legittimazione necessaria per poter governare».

Sul referendum costituzionale è tornata inoltre la ministra Boschi, “madrina” della riforma. “Non si voterà per il governo o per un partito o uno schieramento politico, si voterà per il Paese del futuro, per l’Italia dei prossimi trent’anni”. Il ministro lo ha detto  alla sala Ticozzi di Lecco, dove è andata per presentare le ragioni del Sì al referendum sulle riforme istituzionali.