Referendum, Renzi va oltre il ridicolo. Stefano Parisi: «Pure sulla data fa lo spot»

Da un premier abituato a fare solo sceneggiate e spot non ci si poteva aspettare che uno show anche nell’annuncio della data del referendum. «Era tutto ben organizzato», ha detto Stefano Parisi a Telelombardia, «Renzi non ci ha fatto sapere la data delle elezioni e poi, con il noto rispetto per le istituzioni, ha riunito il consiglio dei ministri, ha detto che il 4 dicembre si vota e ha aggiunto che il 29 settembre fa il comizio di lancio della campagna elettorale».

Stefano Parisi sul referendum: «Vorrei sapere di cosa stiamo parlando…»

Un atteggiamento assurdo, che oltrepassa la soglia del ridicolo, quello del premier. «Prima ha voluto organizzare bene tutto», ha incalzato Stefano Parisi, «poi con un’unica comunicazione, metà istituzionale e metà di partito, ha dato il via alla sua campagna elettorale. Anche la data del referendum è diventata una comunicazione elettorale». E ha aggiunto: «Pure in campagna elettorale non si decideva mai la data delle elezioni. Mi piacerebbe sapere di cosa stiamo parlando, quali sono le riforme che sta proponendo il presidente del Consiglio – ha affermato ancora Stefano Parisi – lui non vuole che si sappia perché è una riforma molto confusa e porterà molto contenzioso nei prossimi anni, allora deve fare molto fumo e quindi sta raccontando cose che non ci sono». Renzi porta a Milano due miliardi di chiacchiere», ha concluso, parlando della nuova iniziativa del premier . I fondi previsti dal patto per Milano siglato dal sindaco Giuseppe Sala e dal premier Renzi, che oggi sarà di nuovo a Milano, per Parisi “sono una speranza che domani potrebbe arrivare”.