Referendum, il balletto Renzi-Boschi sulle date è finito: si vota il 4 dicembre

La data del voto per il referendum costituzionale è il 4 dicembre. Lo ha comunicato il presidente del Consiglio Matteo Renzi ai ministri riuniti in questi minuti per il Cdm a Palazzo Chigi. Si chiude così il giochino della date che da qualche settimana il premier e  il ministro Boschi si rimbalzavano per confondere le idee ai già confusi elettori. Resta sul tavolo il tema della scheda-beffa, scritta per orientare l’elettorato a votare sì….

Il testo della scheda per il referendum

Il testo del quesito del referendum costituzionale è di stile molto diverso dalle burocratiche schede del passato. Questa scelta, conseguente alle disposizioni di legge del ’70, se da una parte promuove la necessità di chiarezza, dall’altra ha già acceso la polemica politica. Nella scheda elettorale per il referendum che potrebbe confermare o respingere la riforma costituzionale approvata dal Parlamento, comparirà questo quesito: “Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ‘Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”. Quasi come a dire: volete la riduzione delle tasse, sì o no… Ma la complessità del tema, e della riforma stessa, necessitava di ben altra sintesi…

Le polemiche sulla scheda

Alla fine del quesito ci sono due caselle, una con il “Sì” e una con il “No”. Basta barrare con una “x” la propria scelta. Non c’è quorum e vince dunque la scelta indicata dalla maggioranza di chi va a votare. L’ordinanza con la quale l’Ufficio centrale per il Referendum presso la Corte di Cassazione ha dichiarato conforme alla legge il testo del quesito referendario è dell’8 agosto scorso. Se nella formulazione scelta per questo Referendum c’è un addio al “burocratese”, che ha caratterizzato molte volte le schede referendarie del passato, per i Comitati del No il quesito è una sintesi delle ragioni del Sì. E il Codacons ha annunciato un ricorso al Tar del Lazio. Ma il premier Matteo Renzi nei giorni scorsi ha già sottolineato che è “la legge che prevede di mettere così il quesito e la Corte di Cassazione”.