Fratelli d’Italia: ai nostri gazebo in 143mila hanno detto no a Renzi

Duecento Comuni, cinquecento seggi e 143mila votanti. E soprattutto un no secco a Renzi. Sono i risultati del primo referendum propositivo lanciato da Fratelli d’Italia lo scorso week end in tutta Italia. Otto i quesiti referendari sui temi prioritari delle politiche di governo aui quali hanno risposto i cittadini: dall’Unione europea all’immigrazione, dalle tasse al referendum costituzionale, dalla lotta all’integralismo islamico all’euro. «C’è stato un clima di grande entusiasmo in tutto il territorio nazionale –  spiega Francesco Lollobrigida, responsabile nazionale di Fratelli d’Italia – A Roma ci sono stati  più di venti postazioni, a Milano cinque, e nella provincia di Roma hanno aderito più di dieci Comuni. Inoltre, abbiamo dato la possibilità  di votare con altre due modalità: quella online sul sito di Fratelli d’Italia e attraverso un sistema  di invio mail alle quali le persone hanno risposto direttamente».

Otto i quesiti del referendum propositivo

Il primo referendum propositivo, puntualizza Lollobrigida, è stato lanciato «contestualmente alle altre due iniziative del centrodestra: Pontida per la Lega e la Convention di Parisi per una parte di Forza Italia. Abbiamo scelto come interlocutori i cittadini perché il centrodestra si fondi sulla sovranità popolare e non su alchimie  di palazzo. Le proposte erano su contenuti precisi: otto domande di cui sette di carattere nazionale e una di carattere locale». Fratelli d’Italia ha diffuso  i dati che riguradano le prime sette domande, perché l’ultima è legata  al parere sul sindaco  della città dove si votava (“Sei soddisfatto dell’azione del tuo sindaco?”).

I risultati: bocciato Renzi

Ed ecco come hanno risposto i cittadini ai quesiti referendari. Il primo quesito chiedeva: come voteresti  al referendum costituzionale?  Il dato è stato 85,6% “no”  e 14,4% “sì”. Il secondo quesito riguardava  l’elezione diretta del presidente della Repubblica e del Consiglio: il 92,4% dei cittadini ha  risposto “sì” all’elezione diretta, contrari il 7,6%.  Il terzo quesito era relativo al tetto delle tasse in costituzione: 87,1% i favorevoli, 12,9% i contrari. Per il quarto quesito sull’introduzione del reato di integralismo islamico: i “sì” sono stati  86,4%, i “no” il 13,6%. La quinta domanda riguardava le dimissioni di Renzi e ritorno alle urne in caso di vittoria del “no” al referendum: i “sì” sono stati 90,3%, i  “no” 9,7%.  Il sesto quesito riguardava la missione militare internazionale e redistribuzione equa dei profughi: i “sì” sono stati il 96,8%, i  “no” il 3,2%. Infine, il settimo quesito era relativo all’uscita dall’euro dopo il referendum in Gran Bretagna: i “sì” sono stati il 68,9%, i “no” il 31,1%.

Lollobrigida: siamo una valida alternativa a Renzi e a Grillo

«Il quadro che emerge da questo referendum – dice ancora Lollobrigida – è una sostanziale condivisione della linea politica tenuta dal nostro movimento sui principali temi, soprattutto c’è stato un netto “no” alle politiche di Renzi. Inoltre è arrivato un segnale chiaro agli alleati. Grazie alla forte pressione di Giorgia Meloni  sia Salvini, e lo davamo per scontato, che Parisi  oggi chiudono a inciuci in caso di sconfitta di Renzi al referendum. Oggi Fratelli d’Italia e Meloni – conclude Lollobrigida – possono essere il cuore della ricostruzione di una credibile alternativa a Renzi che superi il velleitarismo  inconcludente dei grillini».