Rajoy senza la fiducia, Spagna in crisi: verso il terzo voto in un anno

No, no e poi no. Il leader socialista Pedro Sanchez ha affondato ieri ogni speranza del premier incaricato Mariano Rajoy e dopo l’ennesima fumata nera la Spagna si avvia quasi inevitabilmente verso nuove elezioni, a dicembre. E saranno tre in un solo anno. Il primo voto di fiducia per il leader conservatore si è concluso con 170 si e 180 no (serviva la maggioranza assoluta di 176). Domani gli basterebbe la maggioranza semplice, con l’astensione di almeno 11 deputati di opposizione. Ma, salvo sorprese, il via libera non arriverà, si legge su “Il Corriere della Sera“.

170 si e 180 no a Rajoy

«La Spagna ha bisogno con urgenza di un governo, ma non di un cattivo governo — ha dichiarato Sanchez in Parlamento —. C’è vita oltre Rajoy». Non ci sarà dunque la Grande coalizione di stampo tedesco e neppure l’astensione auspicata da alcuni notabili del partito, come gli ex premier Felipe Gonzalez e José Zapatero: «Il Psoe non si asterrà davanti alla corruzione. Non mi fido di Rajoy, non gli daremo un ingiustificato perdono», ha concluso Sanchez. Rajoy ha tempo fino al 31 ottobre per giocare altre, improbabili, carte. L’unico accordo trovato finora dal segretario del Partito popolare (Pp) — con Ciudadanos, la «nuova destra» ex alleata del Psoe — è insufficiente. In teoria potrebbe aspettare l’esito del voto locale nei Paesi baschi, il 25 settembre: se il partito nazionalista (Pnv) perdesse la maggioranza potrebbe aver bisogno del Pp per restare al potere, e allora Rajoy potrebbe indurre il Pnv a sostenere il suo governo. Ma ieri il nazionalista Esteban ha messo le mani avanti: «Non vogliamo più votare per voi». L’unica via d’uscita all’impasse sarebbe un suicidio politico: l’uscita di scena di Rajoy o quella di Sanchez, i due rivali incompatibili.