Quattordici preti anglicani gay sfidano il vescovo e si sposano

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Sono quattordici i preti anglicani ad aver rivelato di aver sposato, contro le indicazioni dell’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby ( nella foto), i loro partner gay. In una lettera pubblicata dai media britannici i religiosi hanno “confessato” il loro status e rivolto un appello affinché le diocesi siano libere di decidere in modo autonomo se celebrare o meno le nozze tra persone dello stesso sesso, che al momento sono invece proibite dalla chiesa d’Inghilterra, sebbene talvolta il divieto non venga rispettato. Secondo alcuni attivisti il numero dei preti gay sposati renderebbe impossibile per i vertici religiosi mantenere in vigore il divieto. La chiesa anglicana ha risposto a questa dichiarazione parlando di “pura speculazione”.

Preti anglicani, l’ammissione del vescovo di  Grantham

Il caso è esploso dopo che il vescovo di Grantham ha dichiarato per primo di essere omosessuale e di condurre una relazione di celibato col suo partner. Il vescovo in un’intervista rilasciata al Guardian ha spiegato: «Non è stata una mia decisione quella di fare pubblicamente coming out, le persone sanno benissimo che sono gay ma non è di certo questa la prima cosa che dico alla gente. La sessualità è una parte di me ma preferisco di gran lunga concentrarmi sui miei doveri e sul mio ministero».

La reazione dell’arcivesco di Canterbury

In una nota stampa, l’arcivescovo di Canterbury ha subito spiegato: «Sono sempre stato a conoscenza del fatto che Nicholas Chamberlain fosse gay e avesse una lunga e stabile relazione con un uomo. Le ragioni della sua nomina a vescovo sono basate esclusivamente sui suoi meriti e sulle sue capacità dimostrati ampiamente da parroco nella diocesi di Lincoln. Lui vive secondo i canoni previsti per il clero e la sua sessualità è completamente irrilevante, per noi e per il compito che lo abbiamo chiamato a svolgere».