Putin: mi ricandido? Ancora non lo so, ma il mio successore lo vorrei così…

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Il successore di Vladimir Putin alla presidenza russa “dovrebbe essere una persona abbastanza giovane ma matura”: lo ha dichiarato lo stesso leader del Cremlino in un’intervista a Bloomberg. Putin ha detto di non avere ancora deciso se partecipare alle presidenziali del 2018.

Ma è molto difficile che non si ricandidi: tutte le sue azioni sono state indirizzate negli ultimi mesi a rafforzare il protagonismo del Cremlino sulla scena internazionale e anche a mostrare il decisionismo del suo leader, di contro a un Occidente lacerato sui modi con cui fronteggiare l’ondata migratoria e il terrorismo islamico.

La Russia opera su tre fronti per consolidare questa strategia: quello del confine con l’Ucraina, alla quale il Cremlino manda a dire di essere ancora la potenza egemone in quell’area. A tal fine la Russia ha appena dato il via a ‘Caucaso 2016′, una serie di imponenti esercitazioni militari nel sud del paese che, fino al 10 settembre, coinvolgeranno 12.500 soldati, aerei, elicotteri e le navi russe del Mar Nero e del Mar Caspio. Vi è poi il fronte siriano dove – come ha riconosciuto l’Espresso – “le operazioni contro i nemici di Assad hanno stupito i generali statunitensi per precisione ed efficienza”, e da ultimo è giunta la mossa (è il terzo fronte aperto da Putin) della riconciliazione con Erdogan, che consente di vedere nella Turchia un partner economico e politico in vista della riscoperta dell’Eurasia che è il punto fondamentale delle ambizioni geopolitiche della Russia putiniana.

In questa direzione si collocano anche le future operazioni di collaborazione militare con la Cina di cui Putin ha parlato al G20. I due Paesi condurranno dal 12 settembre un ciclo di manovre militari navali congiunte nel mar Cinese meridionale, al centro di aspre dispute territoriali tra Pechino e i suoi vicini. Il presidente cinese Xi Jinping, in particolare, ha detto a Putin che i due Paesi devono rafforzare ulteriormente la cooperazione strategica e il supporto reciproco nella difesa della rispettiva sovranità. Putin, da parte sua, ha espresso l’auspicio di una più forte relazione economica con la Cina: Russia e Cina dovrebbero poi promuovere una cooperazione politica e lavorare insieme nei settori del commercio, degli investimenti e dell’energia.

Le ambizioni di Putin possono essere messe a rischio però dalle elezioni presidenziali negli Usa. Come ha scritto di recente Maurizio Molinari su La Stampa, infatti, “il Cremlino sa che questa fase di espansione strategica rischia di incepparsi con l’uscita di Obama dallo Studio Ovale: chiunque sarà il successore avrà un approccio meno remissivo sulla scena internazionale e Mosca teme in particolare il successo di Hillary Clinton perché la sua candidatura esprime la volontà dell’establishment bipartisan di Washington di riconquistare il terreno perduto in questi anni”.