Pornogogna sul web, Lucarelli contro esponente Pd: vergogna per quei video

Dopo il caso di Tiziana Cantone e dei video sexy di ragazze umiliate sui social, Selvaggia Lucarelli ha preso molto sul serio la sua missione di paladina della privacy (nonostante le critiche che ancora riceve per il caso di Belen) e di castigatrice del cyberbullismo: sulla sua pagina Fb, molto seguita e commentata, non ha esitato a puntare l’indice contro la pagina Sesso, droga e pastorizia. Ci ha guadagnato, giorni fa, una valanga di insulti e di volgarità. Ma non si è persa d’animo, anche grazie a segnalazioni che riceve privatamente da parte di ragazze che chiedono aiuto contro la violenza di cui sono vittime sui social. “Sono stata già contattata – scrive Lucarelli su Fb – da un paio di voi che stanno vivendo un faticoso ma abbastanza rapido iter giudiziario e mi pacerebbe mettervi in contatto, se qualcuna di voi lo desidera (e so che ad alcune sarebbe utile anche per l’aspetto legale della storia). Scrivetemi pure su fb o sulla mia mail selvaggialucarelli@gmail.com.”

Da ultimo si è scontrata con uno degli amministratori della pagina “Acazzoduro” che è anche, per singolare coincidenza,  segretario del Pd di Martellago (Venezia). Il “signore” in questione si chiama Davide Miele e la domanda che sorge spontanea, alla Lucarelli ma anche a noi, è come si possa conciliare l’attività politica di Miele, “coi contenuti del gruppo chiuso che per esempio incitano a stuprare ragazzine di 13 anni”. Miele ha a sua volta scritto un commento sull’attacco ricevuto da Selvaggia Lucarelli: “Ovviamente non staremo a guardare, ma lo faremo in maniera tale da delegittimarla, senza darle la possibilità di passare per la vittima che non è… ogni cosa a suo tempo”. Per Selvaggia si tratta di una vera e propria minaccia. Per i difensori di Miele e della pagina che lui amministra Lucarelli invocherebbe censure contro un innocente hobby sui social. Innocente? Peccato non la pensino così quelle ragazze le cui foto sono date in pasto ad utenti pronti all’insulto e all’oscenità. Selvaggia Lucarelli dice di avere decine e decine di screenshot che dimostrano che il contenuto di quelle pagine non è affatto innocente, che non si tratta di hobby né di umorismo, sia pur di bassa lega, ma si tratta di diffusione di materiale pedopornografico. Anzi rincara la dose, accusando la pagina di Miele di essere sospettata della diffusione dell’archivio digitale con contenuti hard di ragazze anche minorenni.