Parisi: «Italia nel caos se Renzi non c’è? È falso e a marzo lo dimostrerò»

Con Silvio Berlusconi c’è accordo, ma la classe dirigente del centrodestra va rinnovata. Le coalizioni si fanno sui programmi e Matteo Salvini è su posizioni radicali. La convention di Milano non è stata la fondazione di un nuovo partito, ma da qui ai prossimi mesi si lavorerà per un programma di governo. Intervistato da RaiNews24, Stefano Parisi torna a precisare le sue linee strategiche, restando saldo anche sui punti che creano frizione all’interno dell’area, a partire da Forza Italia.

Parisi: «Rinnovare la classe dirigente del centrodestra»

«Credo che ci sia la necessità nel centrodestra di fare un rinnovamento della classe dirigente che si deve misurare anche con i risultati elettorali. Credo che siano passaggi giusti. Ognuno poi ha un bagaglio di esperienza, io non sono per il nuovo e basta», ha ribadito Parisi, avendo cura però di rimarcare il suo legame diretto con il Cavaliere. «Ci siamo sentiti domenica e ci vediamo in settimana. Mi ha fatto molti complimenti perché c’era gente e c’erano idee. Sono venute tante persone che sono fuori dai partiti del centrodestra che vengono a dare una mano, questo credo che sia interesse di tutti», ha spiegato l’ex candidato a sindaco di Milano, chiarendo anche che fra gli ospiti vi era qualcuno non invitato, non atteso e in fin dei conti neanche tanto gradito. «Antonio Razzi è un’esibizionista privo di qualsiasi contenuto, era lì come poteva essere in una trasmissione radiofonica, ha avuto intorno le telecamere per un’ora. Io non l’ho invitato», ha detto Parisi, liquidando così l’eco mediatica suscitata dal senatore azzurro.

Verso la presentazione di un programma di governo

Parisi è tornato anche sul tema della forma che vuole dare al suo impegno: non un partito per sostituire un altro partito, Forza Italia, ma un progetto in grado di mettere insieme energie diverse. «Noi a Milano non abbiamo fatto un partito ma delle riflessioni, la mia prospettiva non è un partito, non ne serve un altro fuori da Forza Italia. Io sto cercando di trovare una formula per stare insieme», ha detto, aggiungendo che la convention dello scorso fine settimana, “Energie per l’Italia”, è stata «l’inizio di un lavoro» da replicare in altre città e «che durerà nei prossimi mesi e si concluderà tra febbraio-marzo con la presentazione di un programma di governo che sarà un contributo al centrodestra».

Salvini? «Su posizioni radicali, ma in coalizione ci stanno anche quelle»

«Le coalizioni sono forti se il confronto programmatico è saldo. Lo stare insieme a prescindere non funziona, si rompe dopo tre mesi. Ci si deve mettere d’accordo sul programma di governo con cui poi chiedere la fiducia agli italiani e a loro si è vincolati. Le coalizioni non nascono con alchimie politiche, la strada da seguire è quella che abbiamo fatto a Milano», ha quindi aggiunto Parisi, precisando che «la posizione di Salvini è radicale, è naturale che dentro una coalizione ci siano posizioni radicali e posizione più moderate, poi sta a come si armonizzano». Obiettivo: tornare a prendere voti. «Berlusconi stesso dice che se non riprendiamo i voti non vinceremo mai e siccome si pensa che “o c’è Renzi o c’è il caos” quello che noi cerchiamo di fare è lavorare per avere idee nuove ed energie nuove per rinvigorire la nostra visione dell’Italia, che deve cambiare non con slogan nelle piazze, ma avere delle ricette per dare un’alternativa», ha quindi concluso Parisi, spiegando anche che «il mio no al referendum è nettissimo, la riforma è sbagliata».