Obama ci tratta da sudditi: «Italiani, vi dico di stare con Renzi e con il Sì»

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E ora Renzi dirà: «Mi manda Obama». Sì, perché il presidente americano, a un passo dall’addio alla Casa Bianca (e ai minimi di consenso nei sondaggi), è entrato di nuovo a gamba tesa nella politica italiana, scrivendo alla lavagna i nomi dei buoni e dei cattivi, dando indicazioni di voto sul referendum, convinto di poterci trattare come sudditi. Un’ingerenza assurda, che ha pure del ridicolo visti i tempi e i modi in cui è arrivata.

Phillips confeziona lo spot di Obama a favore di Renzi

A fare da megafono a Obama, rivelando i suoi pensieri, è l’ambasciatore Usa in Italia John Phillips: «Renzi ha svolto un compito importante ed è considerato con grandissima stima da Obama, che apprezza la sua leadership», ha detto durante un incontro sulle relazioni transatlantiche ricordando che il presidente del Consiglio andrà negli Stati Uniti il 18 ottobre prossimo in occasione della cena di Stato offerta alla Casa Bianca dallo stesso Obama. Poi l’inaccettabile indicazione di voto: «Il No al referendum sulla riforma costituzionale sarebbe un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia». E poi ancora: «Il referendum è una decisione italiana» ma il Paese «deve garantire stabilità politica. Sessantatrè governi in 63 anni non danno garanzia», ha aggiunto Phillips. Il voto sulle riforme costituzionali, ha insistito, «offre una speranza sulla stabilità di governo per attrarre gli investitori».