Il Nyt attacca Assange e Wikileaks: «Favoriscono la Russia»

FacebookPrintCondividi

Julian Assange e Wikileaks favoriscono la Russia. L’accusa è del New York Times, che senza mezzi termini lancia critiche contro l’australiano in esilio all’ambasciata dell’Ecuador a Londra, le cui rivelazioni si sono tradotte in benefici alla Russia a spese dell’occidente. Anche se Mosca non rispecchia l’ideale di trasparenza che Assange predica da anni nella sua lotta per esporre il comportamento ”illegale e immorale” dei governi occidentali, la maggior parte delle rivelazioni di Wikileaks ha risparmiato la Russia, concedendole più benefici che danni. E gli ultimi documenti pubblicati sul partito democratico americano suscitano dubbi sul rapporto fra Assange e la Russia. ”Secondo fonti, fra i funzionari americani c’e’ un crescente consenso sul fatto che non ci siano legami diretti fra Wikileaks e i servizi di intelligence russa”, ma la tempistica e le rivelazioni sembrano indicare la direzione opposta, afferma il New York Times. Gli Stati Uniti ritengono che i documenti del partito democratico siano stati rubati da hacker russi, e questo ”fa sorgere una domanda: Wikileaks è diventata una macchina per il riciclaggio di materiale compromesso raccolto da spie russe?”. Una domanda che – mette in evidenza il New York Times – sembra in linea con l’antipatia del presidente russo Vladimir Putin per Hillary Clinton e la simpatia, con scambi reciproci di gentilezze, con Donald Trump.

Assange respinge le critiche: Wikileaks non ha nel mirino alcun paese in particolare. E i democratici e Clinton hanno ”hanno montato un’isteria stile neo-maccartismo sulla Russia” afferma Assange con il New York Times, sottolineando che gli Stati Uniti non hanno alcune prova concreta che i documenti pubblicati sul partito democratico da Wikileaks arrivano dalla Russia. Wikileakes lavora per verificare il materiale che riceve e offrirlo al pubblico ”al quale piace avere barlumi della corrotta macchina che cerca di governarlo”, aggiunge Assange, precisando che Wikileakes ha risorse limitate e quindi perché concentrarsi sulla Russia che è un attore più piccolo sulla scena mondiale rispetto a Cina e Russia. La corruzione del Cremlino è una storia vecchia. ”Tutti criticano la Russia, è noioso”. A criticare il New York Times è anche Glenn Greenwald, il giornalista americano che custodisce i file della “talpa”del Datagate Edward Snowden. ”Ironicamente l’organo di stampa più accusato negli anni di aver pubblicato informazioni segrete che aiutano la Russia è il New York Times’‘ twitta Greenwald, citando la formula usata dallo stesso quotidiano. ”Secondo fonti i giornalisti del New York Times non hanno probabilmente alcun legame diretto con l’Isis e Al Qaida, ma la maggior parte di quello che pubblicano li aiuta”.