Nel M5S è scontro di potere su Atac e Ama. E la Raggi va “in bambola”

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L’interrogativo («ma quanto ancora durerà Virginia Raggi in Campidoglio?»), almeno per ora, viene pronunciato a mezza bocca e fatto veicolare sotto traccia. Ma più tempo passa e più somiglia a quei maligni colpi di tosse che prorompono a dispetto degli sforzi per reprimerlo. La prossima puntata di quella che sin dall’inizio è apparsa più come una telenovela pomeridiana che l’avvio di una svolta politico-amministrativa per Roma è fissata per lunedì pomeriggio quando l’assessore all’Ambiente Paola Muraro varcherà il portone di Palazzo San Macuto per essere ascoltata dalla commissione parlamentare sulle Ecomafie.

Virginia Raggi non ha più il controllo della sua giunta

L’audizione è fissata alle 17, l’ora delle corride, ma è possibile che nelle stesse ore la Procura capitolina possa annunciare che la Muraro risulta iscritta nel registro degli indagati. Dovesse accadere, per la sindaca pentastellata di Roma scatterebbe l’allarme rosso. La Raggi, infatti, si sta ancora leccando le ferite prodotte dagli addii di Marcello Minenna, l’uomo forte della giunta, e del capo di gabinetto Romana Rainieri, nomina – quest’ultima – azzoppata per decisione dell’Anac guidata da Raffaele Cantone. L’impressione è che la Raggi si trovi al centro di un cruento scontro di potere, la cui posta in palio sono le tante partecipate del sottopotere capitolino (Atac e Ama su tutte), senza possedere alcun reale potere per poterne venire a capo.

E Grillo sbottò contro i suoi: «Non sono la vostra badante»

La sindaca, infatti, si trova stretta tra il controllo politico del minidirettorio costituito durante la campagna lettorale e la spinta a proseguire sulla non-politica degli scontrini, degli stipendi e delle ricevute fiscali invocata a ran voce da una base allevata a furia di massicce dosi di rancora via web. E non è finita: di fronte allo spettacolo circense in atto, Beppe Grillo si è eclissato («vedevela voi, sono stufo di farvi da badante»), Di Battista è in motocicletta a spiegare le ragioni del “no” al referendum mentre l’altro dioscuro, Di Maio, tutto farà tranne che farsi risucchiare dalla voragine romana. Buon per loro che la maggioranza dei romani è ancora in vacanza. Ma presto rientreranno e si accorgeranno che poco, anzi niente è cambiato: immondizia e topi sono ancora là a farla da padroni. Per questo, quelli che sono rimasti si domandano «ma quanto ancora durerà Virgina Raggi in Campidoglio?». Già, fino a quando?