È morto Severino Santiapichi: fu giudice simbolo dei processi Moro e Agca

FacebookPrintCondividi

È morto nell’ospedale Maggiore di Modica, dove era ricoverato da qualche giorno, l’ex presidente di Cassazione Severino Santiapichi. Lo scorso maggio aveva compiuto 90 anni. È stato presidente della Corte d’assise nel processo agli esponenti delle Brigate rosse sul sequestro Moro, e nel processo all’attentatore di papa Giovanni Paolo II, Ali Agca. La salma verrà trasferita nella sua città natale di Donnalucata, frazione marinara di Scicli, dove viveva.

Santiapichi viveva tra Roma e la sua Sicilia

«La verità processuale è solo una verità verosimile», amava ripetere il magistrato siciliano, che era un uomo colto ancora prima che un raffinato giurista. Alla domanda su quale tra i tanti libri pubblicati sul caso Moro fosse il suo preferito citava L’Affaire Moro del suo corregionale, Leonardo Sciascia. «Credo che, a parte la tendenza a risolvere la vicenda in chiave polizesca, sia tuttora il libro più valido sull’argomento», sosteneva Santiapiachi che, a proposito dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II, sosteneva che l’attentatore Ali Agca, fosse stata la persona che avesse mai incontrato nella sua carriera di magistrato. «Aveva una capacità elettronica di modificare e di riaggiustare le  versioni date e di renderle compatibili con la nuova. Non ha mai avuto un atteggiamento lineare, ha costruito varie ipotesi, le ha elaboborate e poi demolite. Difficile, con uno come lui, cavare una castagna dal fuoco, ma ancora oggi è un soggetto in condizione di avere voce in capitolo». Negli anni della pensione Santiapichi si divideva tra le consulenze universitarie e la scrittura di romanzi. L’ultimo incarico pubblico a 81 anni, quando il sindaco di Cosimo lo aveva nominato garante delle procedure di selezione per le assunzioni dei lavoratori dell’aeroporto ”Pio La Torre”. L’ex magistrato che viveva tra Roma, Enna, Siracusa e Scicli aveva affrontato anche quest’ultima fatica con dedizione: «Mi impegnerò anche in questo. Sono un esperto di legalità dopo 50 anni trascorsi in magistratura. È importante vigilare perché tutti abbiano le stesse possibilità di avere un lavoro specialmente in Sicilia dove più alti sono i tassi di disoccupazione».