Morte di Peres, il figlio: «Ci ha ordinato di spianare la strada per la pace»

È giornata di lutto ad Israele per morte di Shimon Peres, premio Nobel per la pace nel 1994: il premier Benyamin Netanyahu ha convocato per una seduta di lutto del governo. Al termine un’apposita commissione ministeriale affronterà la questione dei funerali di Stato. La salma di Peres sarà esposta alla Knesset, il parlamento di Gerusalemme, per l’estremo saluto degli israeliani. «Nella sua vita e con le sue azioni mio padre ci ha lasciato in eredità il domani – ha detto alla stampa il figlio di Shimon Peres, Chemi, incontrando la stampa nell’ospedale Tel Ha-Shomer di Tel Aviv – Ci ha ordinato di edificare il futuro di Israele con coraggio e saggezza, e di spianare sempre strade per un futuro di pace. Quando mio padre è stato ricoverato – ha aggiunto – ci siamo trovati colmi di dolore. Oggi salutiamo con profondo dolore un padre amato, il capo della nostra famiglia, il nono presidente di Israele. Mio padre ha servito il suo popolo dal giorno della proclamazione dello Stato di Israele e fino al suo ultimo giorno. Sono stati 70 anni di missione. Ha operato per lo Stato con fedeltà e dedizione».

Peres, messaggi di cordoglio da tutto il mondo

In un messaggio il premier Netanyahu ricorda di averlo incontrato per la prima volta nel 1976 durante i funerali del fratello maggiore Yonatan Netanyahu, morto ad Entebbe (Uganda) nella liberazione di israeliani presi in ostaggio nel dirottamento di un’aereo. Peres fungeva allora da ministro della Difesa, al fianco del premier Yitzhak Rabin. «Non dimenticherò mai – scrive Netanyahu – il suo rapporto caloroso nei miei confronti e verso i miei genitori, che riposino in pace, nel momento supremo del nostro strazio. Il nome di Peres resterà scolpito per sempre nella storia del risorgimento del popolo ebraico, uno dei leader maggiori di Israele, uno dei padri fondatori del nostro Stato».  Messaggi di cordoglio sono arrivati da tutto il mondo. In un comunicato diffuso dalla Casa Bianca, Barack Obama afferma che Peres guardava al futuro «guidato da una visione della dignità umana e di un progresso verso il quale lui sapeva che le persone di buona volontà avrebbero potuto avanzare insieme». Il presidente della Repubblica federale tedesca Joachim Gauck ha ricordato la figura di Shimon Peres lodandone la disponibilità alla riconciliazione: «Israele ha perduto un grande uomo di Stato e la Germania un amico leale». Il premier Matteo Renzi su Twitter lo definisce «un grande del nostro tempo, un uomo di pace». La presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni ha detto: con Shimon Peres scompare uno degli uomini che «più ha segnato la storia del ventesimo e del ventunesimo secolo. Del moderno Stato di Israele è stato  uno dei padri fondatori, una delle figure che maggiormente ne ha plasmato la storia, l’identità e la visione. Ma globali, nel solco di quell’impegno, sono stati il suo coraggio e il suo messaggio di fratellanza e amicizia tra i popoli. Un messaggio veicolato universalmente grazie a qualità e sensibilità fuori dal comune».