Morta a 39 anni dopo la liposuzione: a processo chirurgo estetico romano

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Sarà un processo a stabilire se il chirurgo estetico Vito Contreas è colpevole della morte di Rossella Daga, la donna di 39 anni deceduta due anni fa dopo un intervento di liposuzione. Il Gup del Tribunale di Cagliari, Cristina Ornano, ha infatti accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Pm Danilo Tronci, fissando per il 24 gennaio la prima udienza del processo. Il chirurgo romano, che a Cagliari gestisce uno studio in viale Diaz, aveva operato il 30 marzo di due anni fa la trentanovenne. Il giorno dopo era morta. A chiedere l’intervento della Procura era stata una denuncia dei genitori della donna: l’ipotesi della magistratura inquirente è che sia stata lesionata una vena durante l’operazione in regime di day hospital e che questa lesione, qualche ora dopo, abbia provocato una trombosi fatale. Vito Contreas, difeso dall’avvocato Guido Manca Bitti, dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo. La vittima lavorava in uno studio notarile: a trovarla senza vita, nel pavimento della sua abitazione, erano stati i genitori che avevano subito chiamato il 118. I soccorritori, però, non avevano potuto fare altro che constatarne il decesso.

La donna è morta dopo la liposuzione per embolia

Subito dopo la morte della donna era stato affidato al medico legale Francesco Paribello l’incarico di eseguire l’autopsia, mentre il chirurgo estetico aveva nominato come consulenti Carlo Cabula e Dalila Ranalletta. L’autopsia aveva accertato che la donna era morta per una embolia polmonare legata, secondo l’accusa, alla rottura della vena safena. Erano stati i genitori della donna a presentare denuncia ai carabinieri sospettando un collegamento diretto tra la morte e la liposuzione. Rossella Daga era svenuta in casa e nella caduta aveva battuto la giugulare contro un mobile: il decesso era stato pressoché istantaneo. «Non era una situazione preoccupante, ma tranquilla – aveva detto il chirurgo parlando dell’operazione – Rossella aveva fatto tutti gli esami previsti, l’intervento è stato fatto con tutti i crismi, ero sereno. Non c’era la minima avvisaglia di quanto poi è accaduto».