Meloni non chiude al dialogo con Parisi: l’unità è necessaria

Giorgia Meloni non si stacca mai dalla piccola Ginevra,  ma segue lo stesso le vicende politiche e internazionali, in particolare quelle del centrodestra, senza perdersi una battuta. Intervistata dal Tempo, commenta la convention di Stefano Parisi e, al contrario di Matteo Salvini, che ha chiuso le porte al dialogo, dice che lo giudicherà un interlocutore se sarà lui a parlare a nome di Forza Italia. I passaggi più apprezzati del suo discorso di Milano? “La sua critica alla Ue e il fatto che abbia chiarito che anche secondo lui Renzi si deve dimettere se vince il no al referendum”. Nessuna preclusione dunque, anche perché è doveroso che le forze alternative a Renzi e al M5S tentino una strada unitaria. Spiega poi che al “referendum propositivo” lanciato da Fratelli d’Italia per conoscere i desiderata del popolo di centrodestra (che si è svolto sabato e domenica) hanno partecipato 200mila persone. Quindi – osserva Meloni – i leader non possono calare dall’alto, le primarie sono necessarie e se agli alleati non piacciono facciano loro una proposta alternativa perché se non si trova un nome gradito ai cittadini “semplicemente questo nome non prenderà voti”. Uno sguardo poi a ciò che sta accadendo in Europa dove “i movimenti sovranisti e di destra in forte ascesa sono guidati da donne”. Un’opportunità da cogliere anche in Italia, dove FdI è l’unico movimento a guida femminile. Infine, Giorgia Meloni torna sulla bufala circolata sul web e su alcune pseudotestate secondo cui avrebbe partorito in Svizzera: ha invece felicemente partorito al San Camillo di Roma, avendo modo di apprezzare la professionalità e la bravura del personale medico e paramedico.