Di Maio si giustifica: «Non avevo capito la mail». Ma sapeva tutto dal 5 agosto

Veleni incrociati e redde rationem in attesa dell’incontro “chiarificatore” tra la sindaca Virginia Raggi e Beppe Grillo. In mezzo alla tempesta finisce l’impeccabile Luigi Di Maio dopo che il Messaggero rivela una mail bollente indirizzata il 5 agosto dalla senatrice Paola Taverna (membri del minidettorio 5 Stelle) a Di Maio per avvisarlo  delle indagini in corso sulla Muraro.

La mail che inchioda di Maio

«La situazione sui rifiuti è assolutamente delicata» premette la senatrice grillina avvisando il vicepresidente della Camera di «un’imminente notifica di un avviso di garanzia all’assessore all’Ambiente per un’ipotesi di reato consistente in violazioni procedurali di verifica e controllo». La Taverna non lascia dubbi di interpretazione aggiungendo la notizia che la responsabile dell’Ambiente di Roma capitale è già indagata e – scrive – «al momento non possiamo ulteriori  evoluzioni che portino a contestazioni di maggiore gravità». Il messaggio è chiaro ma Di Maio, come quel bimbetto sorpreso a rubare la marmellata, tira fuori la più ridicola delle giustificazioni. «Ho sbagliato a leggere la mail». E per ore si scatena la bufera alla quale il primo della classe grillina si difende urlando al complotto.

 

«Non avevo capito la lettera…»

Dopo aver negato di essere a conoscenza della bufera giudiziaria e non aver informato i colleghi del direttorio, come gli avrebbe consigliato la Taverna, ha spiegato: «L’ho letta ma non l’ho capita». Una surreale giustificazione secondo la quale il caos in casa pentastellata e la rabbia della base sarebbero il frutto di un innocuo equivoco. In pratica Di Maio, responsabile degli Enti locali e leader in pectore del movimento grillino, non avrebbe capito il contenuto della mail inviatagli dalla Taverna. La replica fa il giro del web e in poche ore è subissata di commenti ironici e scandalizzati. Nella tarda serata di martedì Di Maio ha dichiarato all’Adnkronos di aver capito, dalla mail, che il fascicolo sulla Muraro si riferiva all’esposto del numero uno di Ama, Daniele Fortini, che il 2 agosto si era recato alla Procura di Roma, notizia rimbalzata sui giornali. Tre giorni dopo, il 5 agosto, Di Maio riceve la mail e pensa che il fascicolo Muraro sia riconducile all’affaire Fortini. Nel frattempo disdice la sua partecipazione a Politics, il programma che ha preso il posto di Ballarò su Rai3. Una coincidenza?