Libia, notizie dal fronte: a Sirte l’Isis ridotto a usare le donne come cecchini

Non solo schiave sessuali. Non relegate semplicemente al ruolo di consorti di jihadisti impegnati al fronte. Di necessità, virtù: e così, l’Isis in Libia, a ranghi ridotti e seriamente messo alla prova dall’avanzata delle milizie di Misurata, si vede costretto ad attingere alle riserve: e dalla panchina chiama in campo le donne come cecchini. È l’ultima disperata mossa dello Stato islamico in Libia, l’ultimo stratagemma che siti e media locali vorrebbero far passare come una sorta di cambiamento nella strategia di combattimento dei jihadisti che normalmente impiegano le donne solo come consorti dei propri miliziani piuttosto che far svolgere loro un ruolo attivo negli scontri armati.

Donne come cecchini: l’ultima “strategia” dell’Isis?

A riferire dell’ultima novità militare – anche se in materia di kamikaze le donne islamiche non sono nuove a indossare la mimetica d’ordinanza – sono stati direttamente alcuni soldati libici impiegati nella battaglia nella città, e finiti evidentemente nel mirino delle guerrigliere, e che al sito Middle East Eye hanno denunciato un inedito ruolo attivo delle donne in burqa negli scontri armati. In particolare a rivelare il singolare dettaglio strategico è stato un soldato, Ali Zeid, che ha confessato di essere rimasto «sorpreso» quando ha visto «a circa 300 metri di distanza, una donna su un tetto di un edificio che stava sparando» nella sua direzione. Dopo avere trovato un riparo sicuro il militare ha sbirciato verso l’edificio dove la combattente sparava, e ha potuto constatare che si trattata effettivamente di una donna.

Un soldato finito nel mirino di un cecchino donna

Una delle donne utilizzate come cecchini dai miliziani dell’Isis. «Era alta, di corporatura grossa, sembrava un gladiatore e poteva essere araba», ha raccontato il soldato precisando che la combattente non portava un velo nero che le copriva la testa o un niqab come l’Isis ha ordinato in passato alle donne. Anzi: «Aveva pantaloni neri e una camicia grigia, con un velo sciolto che lasciava intravedere i suoi capelli». Zeid ha poi descritto la donna cecchino, che imbracciava una mitragliatrice, come un abile tiratore, anche se non proprio brillante. Brillante o meno, la donna sarebbe comunque in buona compagnia: altri combattenti, infatti, hanno confermato la presenza di almeno due figure femminili nelle prime linee dopo averle sentito che si scambiavano informazioni l’un l’altra all’interno di un edificio.