Latorre resterà in Italia. La compagna Paola: finalmente un po’ di normalità

Buone notizie per Massimiliano Latorre. A due giorni dallo scadere della permanenza in Italia del marò (30 settembre) la Corte Suprema di Nuova Delhi ha dato via libera alla richiesta dei legali del fuciliere, che era rientrato in Italia in seguito all’ictus  che lo ha colpito in India nell’agosto 2014. La difesa di Latorre aveva chiesto una modifica delle condizioni della sua libertà provvisoria dopo l’incidente in cui nel febbraio 2012 morirono due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala.

Latorre resterà in Italia

Come il suo collega Salvatore Girone (rientrato in patria lo scorso 28 maggio),  Latorre resterà in Italia fino alla fine dell’arbitrato internazionale all’Aja, sostanzialmente con le stesse condizioni già disposte per l’altro marò. La Corte di Nuova Delhi ha confermato l’accordo ad equiparare la situazione di Latorre a quella di Girone, sottolineando però l’importanza delle condizioni da fissare nella modifica della sua libertà provvisoria. La Corte permanente di arbitrato dell’Aja ha stabilito «che i due marò restano provvisoriamente sotto la responsabilità di questa Corte Suprema. E il governo vuole essere certo che, qualora la sentenza riconosca all’India la giurisdizione sul caso, essi ritornino». Con questa premessa, la Corte indiana ha accettato la richiesta dei legali italiani imponendo le stesse garanzie scritte individuali e dello Stato italiano già avanzate per Girone: consegna del passaporto, passaggio una volta al mese in un commissariato e un rapporto trimestrale italiano sulla situazione. L’India a sua volta dovrà ogni tre mesi inviare alla Corte Suprema un resoconto sull’evoluzione dell’arbitrato in corso all’Aja. Una sentenza che non è attesa prima della fine del 2018.

La soddisfazione della Farnesina

«La Farnesina – si legge in una nota – accoglie con soddisfazione la decisione della Corte Suprema indiana che ha esteso a Latorre, come richiesto dall’Italia, il diritto a restare in patria fino alla conclusione del procedimento arbitrale. Si tratta di un passaggio importante che riconosce l’impegno intrapreso dal governo italiano con il ricorso all’arbitrato internazionale per fare valere le ragioni dei nostri due fucilieri di Marina».

La gioia della compagna Paola

«Momentaneamente – ha commentato la compagna di Latorre, Paola Moschetti – si spezza questo circolo vizioso che vedeva ogni tanto la nostra vita messa in discussione. Ora avremo più tempo per recuperare una vita normale. Massimiliano è contento, anche per lui si prospetta un periodo più tranquillo». Le condizioni di salute di Latorre sono migliorate: «Sta meglio – ha detto ancora la compagna –  anche il suo morale è un po’ più alto. Già con il rientro di Girone la situazione dal punto di vista psicologico ha avuto un grosso miglioramento. Ringraziamo chi ci ha da sempre sostenuto: nonostante i riflettori sulla vicenda in questo periodo si fossero un po’ spenti non è mancata la vicinanza delle istituzioni e di quanti da sempre sono al nostro fianco».